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Ciclabile Puccini scintille sull’accordo Province-Comuni

Ciclabile Puccini scintille sull’accordo Province-Comuni

Un accordo affida la manutenzione della pista ai municipi Ma i sindaci si ribellano: «Loro dovevano fare tavoli tecnici»

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LUCCA. Lo scempio della pista ciclabile Puccini non è solo imputabile alle Province. Sull’itinerario costruito lungo il Serchio per unire attraverso un percorso “green” da Lucca a Pisa i luoghi cari al maestro c’è documento firmato due anni e mezzo fa che allarga lo spettro delle responsabilità. Un’intesa firmata a Palazzo Ducale che punta il dito sui Comuni. Se quel percorso è in pessime condizioni, come rivelato da un’inchiesta del nostro giornale uscita lunedì, è perché i Comuni non avrebbero fatto il loro dovere: manutenzione.

Un protocollo su cui mette l’accento l’ex vicepresidente di palazzo della provincia lucchese Francesco Bambini: «Fu firmato anche in vista del campionato mondiale di ciclismo. E spiega in maniera netta che la gestione della pista ciclabile “Puccini” è in mano ai Comuni. Il documento è stato poi sottoscritto dall’attuale sindaco Alessandro Tambellini». Riferimento non casuale, visto che proprio il primo cittadino, ieri, aveva chiesto un tavolo coordinato dalla Provincia per individuare il da farsi. Ma un accordo simile, si difese subito l’ex presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, esisteva anche fra l’ente di piazza Vittorio Emanuele e i Comuni pisani attraversati dal tracciato.

Il cuore di quel documento è contenuto nell’articolo 3. Diviso in tre punti, è il secondo quello che conta di più. E dice che il Comune si impegna «a prendere in carico, per quanto riguarda la manutenzione, il tratto precedentemente realizzato dalla Provincia di Lucca e precisamente quello che collega il ponte San Pietro al confine provinciale in località Cerasomma». A stare alle dichiarazioni di Pieroni e funzionari, modificate la toponomastica aggiungendo San Giuliano Terme e Vecchiano e avrete l’intesa siglata fra la provincia pisana e i due Comuni. Non servirebbe, dunque, un tavolo tecnico, come chiesto da Tambellini. Funzioni e competenze sarebbero chiare. Uno dei tratti pisani più malconci era quello compreso fra Nodica e Migliarino. Ingoiata dall’incuria, la ciclabile sull’argine è oggi uno stradello sterrato impraticabile. «Una giungla - aveva dichiarato subito Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano - ma come facciamo noi a fare manutenzione se la Provincia non sfalcia gli argini? Credo che la priorità vada data alla sicurezza idraulica. Nessuno da mesi verifica più se le sponde siano in buone condizioni e se dovesse arrivare una piena non voglio immaginare cosa potrebbe succedere».

Ma le province ribattono. Più di una volta ai Comuni (a partire da Lucca) erano stati segnalati problemi vari e interventi da fare. Ma spesso queste segnalazioni sarebbero andate a vuoto. Tambellini però precisa, e si concentra sull’articolo quattro del protocollo, dove si spiega che «la Provincia di Lucca si impegna a coordinare l’operazione». Inoltre «di un’opera come la Puccini - dice - bisognava avere una visione di insieme. Non si può pensare di avere in un tratto un tipo di fondo diverso da quello del comune confinante». Tambellini, dunque, ritorna sulla proposta che aveva già lanciato ieri: «Chiedo alla Provincia di istituire un tavolo di coordinamento per le modalità di manutenzione».

E qui il sindaco cita un altro articolo del protocollo d’intersa: il sesto, nel quale «gli enti concordano sulla necessità di costituire un comitato tecnico di coordinamento» presieduto «dalla Provincia di Lucca, che definisca un piano di manutenzione della pista ciclabile e la modalità degli interventi da realizzare a cura dei Comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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