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Pisa

«Un confronto pubblico con Viale»

«Un confronto pubblico con Viale»

Duello per la segreteria cittadina Pd: Dell’Omodarme sfida il candidato renziano

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PISA. «Ad oggi, da ciò che so, siamo in due a gareggiare; e prima di decidere chi sarà eletto vorrei avere con Viale un incontro pubblico davanti alla gente e ai giornalisti per esporre i nostri programmi politici», dice Antonio Dell’Omodarme ribadendo la sua candidatura a segretario provinciale del Pd per la sinistra Dem. «Come tutte le mattine, leggendo l’Unità, mi sono soffermato sulle lettere al segretario del Pd Matteo Renzi - spiega -. Mi ha colpito in particolare la lettera di Claudio Gandolfi di Bologna che si definisce, come tanti, “volontario della politica”. Anch’io faccio parte di questo gruppo e vorrei che il mio partito continuasse ad essere partito di massa, ma anche un partito moderno. Vorrei che il Pd rimanesse un partito legato ai valori del centrosinistra, dove l’uomo con i suoi bisogni fosse al centro del dibattito politico, dove non prevalessero mai gli interessi di casta o delle lobby sui valori e, come diceva Berlinguer, fosse sempre tenuta alta la “questione morale ”».

Poi una precisazione: «Mi sono candidato al ruolo di segretario cittadino del Pd autonomamente, senza essere appoggiato da nessuna corrente. La mia corrente, come sa chi mi conosce, sono i bisogni della gente, stare in mezzo ai cittadini e difenderli dai soprusi di chi interpreta la legge stando seduto ad una scrivania dorata». Ma perché si è autocandidato? «Primo perché vorrei che il Pd a Pisa discutesse apertamente, dentro e fuori dai suoi confini, senza disciplina di corrente. Secondo perché un sindaco non può essere sempre esposto alle beghe correntizie che, alla fine, possono “far venire il raffreddore”: se non lo si cura, si rischia il peggio. Stimo tantissimo Alessio Lari, segretario provinciale, e l’ho votato perché, pur essendo già sindaco, consigliere provinciale ed esponente di rilievo di Renzi, mi hanno convinto le sue ragioni e l’interesse unitario nel guidare il partito».

E infine: «Sono vicino e stimo D’Alema, Cuperlo e Fontanelli per la loro levatura politica, ma ho sempre ragionato con la mia testa, libero da interessi di parte e senza mai farmi condizionare. Inoltre vorrei un partito che non sia un treno per far carriera, ma un partito della gente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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