Il Tirreno

Pisa

I sindaci in piazza «Uniti contro le decisioni di Poste»

di Sharon Braithwaite
I sindaci in piazza «Uniti contro le decisioni di Poste»

Il presidio in piazza Emanuele, davanti alle sede provinciale dell’azienda che ha deciso di ridurre la presenza nelle frazioni

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. I sindaci dei Comuni dell’area pisana contro la decisione di Poste Italiane di chiudere dieci uffici postali in tutta la provincia. Ieri mattina il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il presidente della Provincia Marco Filippeschi ad attivarsi nei confronti del Governo e di Poste Italiane, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari toscani e di tutte le istituzioni del territorio nell’azione di contrasto del piano di razionalizzazioni proposto dall’azienda.

In base a questo piano nazionale sono a rischio chiusura gli uffici di Corazzano (San Miniato), Ghizzano di Peccioli, Legoli (Peccioli), Luciana (Fauglia), Marti (Montopoli Val d’Arno), Soiana (Terricciola), Treggiaia (Pontedera), Uliveto Teme, San Giovanni alla Vena (Vicopisano) e Castelmaggiore (Calci).

Alla fine della seduta dell’assemblea, i consiglieri provinciali hanno partecipato al presidio convocato da Filippeschi in piazza Vittorio Emanuele contro Poste. Presenti anche il deputato pisano Paolo Fontanelli, in rappresentanza dei parlamentari toscani; un referente di Anci Toscana; Carlo Cantini, coordinatore provinciale Cgil dei dipendenti di Poste, e Stefano Del Punta, Slc Cgil. «La razionalizzazione prevista da Poste italiane rischia di avere davvero poco di “razionale”, traducendosi in un grave disservizio per la popolazione – ha dichiarato il Presidente Filippeschi durante – impedendo di usufruire di servizi essenziali, pensiamo al semplice pagamento delle bollette o alla possibilità di riscuotere la pensione, colpendo le sue fasce più deboli, come gli anziani».

Il Tar Toscana ha concesso la sospensiva della chiusura degli uffici per diversi dei Comuni ricorrenti e fatto riaprire gli uffici già chiusi in altri Comuni in attesa del giudizio di merito. «Indipendentemente dalla discussione e dall’esito finale dei ricorsi pendenti, il problema sia di carattere più generale, essenzialmente politico e sociale che interesserà anche i territori oggi indenni dall’attuale piano di razionalizzazione – si legge nel testo dell’ordine del giorno presentato da Massimiliano Ghimenti, Simone Millozzi, Vittorio Gabbanini e Carlo Giannoni, rispettivamente sindaci di Calci, Pontedera, San Miniato e Monteverdi Marittimo -. Per questo motivo occorre mobilitarsi tutti immediatamente e compattamente». «Le chiusure sono previste in frazioni che già hanno problemi riguardanti servizi essenziali – aggiunge Filippeschi -. Chiediamo a Poste di soprassedere a questo piano e di trovare insieme ai Comuni forme intermedie per mantenere questi presidi». Hanno aderito all’iniziativa i consiglieri regionali Pd Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, i quali affermano: «prosegue il nostro massimo impegno in Regione affinché si trovi una soluzione alternativa che eviti la chiusura totale degli uffici». «La presa di posizione del consiglio provinciale è unitaria contro una delle tante scelte scellerate del Governo Renzi», commenta Gianluca Gambini (Forza Italia).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa