Sicurezza
Varchi e ticket nominale un piano per la stazione
Il prefetto Visconti lo proporrà in un vertice con Ferrovie, Comune e Regione Una nuova strategia dopo un nuovo allarme per borseggi e spaccio sui binari
PISA. Agiscono tre o quattro alla volta. Quasi tutte incinte, spesso qualcuna ha anche un bambino in braccio, anche se in quel caso fa solo da palo. Ragazze nomadi, probabilmente rom. All’apparenza mendicano e chiedono l’elemosina. Ma solo all’apparenza. «Io sono ai monitor degli ascensori e tutti i giorni, dall’entrata della stazione sul lato del dopolavoro ferroviario, entrano ed escono, aspettano l’annuncio di un treno in partenza e corrono al binario per borseggiare i passeggeri». L’allarme in prefettura è scattato negli ultimi giorni, dopo una segnalazione di un dipendente delle Ferrovie. Ormai - ha scritto l’operatore - la situazione è insostenibile.
Furti, spaccio, borseggi. Il binario 14 come un Far west ferroviario, la porta della città per i viaggiatori in arrivo dall’aeroporto, di notte un suk dello spaccio. Perfino le operazioni della polizia e dei carabinieri, che si susseguono da mesi, non sembrano riuscire a liberarlo da spacciatori e disperati della droga. Per questo il prefetto Attilio Visconti adesso non vuole più perdere tempo. Chiederà a Rfi (Rete ferroviaria italiana), Comune e Regione di rivoluzionare il sistema di accesso ai binari. L’idea è quella di consentire l’ingresso sulle banchine solo a chi sarà munito di un biglietto nominativo da controllare con specifici varchi. Secondo Visconti l’unica vera soluzione, insieme ad una riqualificazione di tutta la stazione, per arginare furti, spaccio, per frenare le aggressioni ai capitreno ma anche per scoraggiare gli abusivi e i portoghesi, sarebbe quella di installare i tornelli. Se ne discute da tempo, anche a Santa Maria Novella a Firenze i tornelli sono tornati più volte nei vertici sulla sicurezza, ma sia Ferrovie che il governatore Enrico Rossi non sono convinti e vorrebbero evitare l’impressione di una stazione blindata. Per questo un’alternativa potrebbe essere quella di organizzare i varchi semplicemente con la presenza di personale di Trenitalia ai piedi di ogni scalinata che dal tunnel conduce ai binari. Una strategia già sperimentata, con successo, all’indomani dell’aggressione a un capotreno compiuta sul regionale della costa da un ambulante ripreso perché privo di ticket di viaggio. Altro nodo difficile da sciogliere il biglietto nominale, soprattutto se si considera che non sono pochi i passeggeri che viaggiano con i ticket chilometrici.
Ma Visconti è convinto: biglietto nominale e varchi potrebbero segnare una svolta. Tanto che la stessa procedura vorrebbe proporla alla Ctt. Controllare le salite sugli autobus con un tornello simile a quelli usati per le metropolitane. Metterà sul piatto le sue proposte ad ottobre, in un tavolo regionale convocato per fare il punto sulla tratta Pisa-Livorno-Grosseto, quella appunto attraversata dai treni degli ambulanti. Lì chiederà maggiore collaborazione anche alla Polfer. Sono trenta gli agenti in servizio alla stazione, ma tutti concentrati all’interno. Molti dei problemi nascono sul piazzale esterno. Per legge gli agenti ferroviari non hanno competenza fuori dagli scali, ma il prefetto chiederà flessibilità.
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