Proteste
Segreteria pd, si cerca un “pacificatore”
Ancora fumata nera sul nome del leader cittadino: «O troviamo un accordo o è scontro frontale»
PISA. «O si trova un accordo o sarà scontro frontale in assemblea, ci conteremo sul campo e finalmente capiremo che direzione dovrà prendere il partito in città». I turborenziani sono così, non accettano mezze misure. Ma non sempre sono i veri puristi del pensiero veloce, i filosofi della rapidità politica. Anzi, spesso sono i frettolosi, quelli saliti sul carro al terzo giro di Leopolda, quelli più realisti del re, troppo precipitosi e maldestri.
Anche perché dopo sette mesi di attesa, schermaglie, nomi che entrano ed escono di scena, nessuno si aspetta più che l’investitura al nuovo segretario cittadino del Pd avvenga con una soluzione lampo. Il partito è senza una guida da febbraio scorso, quando Andrea Ferrante è entrato nella giunta di Marco Filippeschi come rappresentante della sinistra Dem dopo lo strappo di Dario Danti di Sel. Finora lo stallo (e il vuoto di potere) era cristallizzato su due nomi, con i renziani - ma anche quel che rimane dei civatiani e pure i rossiani vicini a Ivan Ferrucci - decisi a puntare sull’ex assessore Giovanni Viale, e i fontanelliani di sinistra Dem orientati su Antonio Dell’Omodarme. Il canovaccio di un muro contro muro andato in scena anche in due riunioni distinte venerdì (quella più o meno ufficiale) e sabato (quella ristretta e carbonara). «La distanza resta ma le divisioni si stanno smussando - dice uno dei dirigenti - ci rivedremo presto, e contiamo di poter convocare una consultazione di tutti i membri dell’assemblea ai quali proporre una figura condivisa». Che però non è per niente detto sia uno dei due contendenti. Non sono pochi i Dem pisani convinti sia più utile trovare una terza via, cioè un pacificatore in grado di ricompattare un partito che sembra diviso su tutto e tutti. Già oggi renziani e fontanelliani potrebbero vedersi di nuovo. I primi torneranno alla carica con Viale. «E le alternative sono poche - dice un membro della segreteria regionale - La consultazione fra i membri dell’assemblea può anche avvenire su due nomi, ma se poi ci si accorge che il partito è spaccato a metà non resta che mettere ai voti la scelta del segretario o appunto tentare di riaprire il dibattito».
Nessuno lo nomina, ma lo spettro che aleggia è quello di un esodo e una scissione, soprattutto se neppure sul nome del pacificatore si trovasse un’intesa. Sulla carta il 70 per cento dell’assemblea dovrebbe poter convergere su Viale, «ma a Pisa non si sa mai, perfino sul nome di Paolo Fontanelli si decise tutto per una manciata di voti». E quello, al’epoca, sembrava davvero poter mettere d’accordo tutti.
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