Attenzione
Un piano di difesa per le aree a rischio
La Protezione civile mette in piazza mezzi e programmi
PISA. Mezzi, dotazioni tecnologiche e uomini, professionisti e volontari. Il nutrito e variegato apparato della Protezione civile scende in campo: questa volta non per soccorrere o far fronte ad emergenze e catastrofi, ma per presentarsi e raccontarsi alla città. In piazza Vittorio Emanuele si è svolta ieri l'undicesima edizione della giornata della Protezione civile, dove è stata allestita una vasta esposizione dei mezzi e delle attrezzature utilizzate dalle squadre di soccorso durante le emergenze. Un'occasione per far conoscere alla città i mezzi, ma anche per dimostrare l'importanza di un sistema di tanti enti e associazioni di volontariato che in ogni emergenza è pronto ad intervenire a protezione della città e dei suoi abitanti. Una rete in continua evoluzione. «Ogni volta dobbiamo chiederci cosa bisogna fare per migliorarci e per aggiungere un nuovo tassello alla nostra operatività – sottolinea il vicesindaco con delega alla Protezione civile Paolo Ghezzi -. Abbiamo fatto tanto, ma tanto c'è ancora da fare, soprattutto su un territorio che un mese fa tanto ha patito». Da quest'anno l'iniziativa non sarà spalmata più su tre giornate (come è avvenuto negli anni scorsi), ma continuerà durante tutto l'anno con iniziative nelle scuole, eventi ed incontri. «Una manifestazione di estrema importanza per Pisa e per tutta la Toscana - commenta il viceprefetto Valerio Massimo Romeo - che dimostra ciò che caratterizza la protezione civile: l'impegno di tutti, istituzioni, volontari e cittadini». Un sistema, quello pisano, che secondo Luigi D'Angelo, dirigente del Servizio relazioni internazionali del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, è un esempio per il Paese. «Quella di Pisa - sottolinea – è una delle migliori organizzazioni d'Italia per capacità di intervento e di risposta alle emergenze, che va continuamente innovata e migliorata». Nell'annuale relazione, il sindaco e presidente della Provincia Marco Filippeschi ha sottolineato «l'insieme di risorse umane e mezzi, di piani di intervento per fronteggiare le emergenze» che caratterizza la Protezione civile, che è anche «una cultura, una mentalità, un punto di vista che deve diventare patrimonio sempre più diffuso presso la cittadinanza». «Nell'ultimo anno – prosegue il primo cittadino - per micro e macro emergenze sono stati operati quasi trecento interventi. Al sistema della Protezione civile, alle decine di enti e associazioni che la rendono viva e operativa e alle centinaia di meravigliosi volontari che con passione, disinteresse e sacrificio danno il loro insostituibile apporto, va il plauso e l'apprezzamento delle istituzioni». «Una comunità può riconoscersi e rappresentarsi anche così: tenendo insieme per fronteggiare le emergenze sapienza operativa, innovazione continua dei sistemi di protezione, generosità e organizzazione volontaria del pronto intervento», conclude Filippeschi ricordando gli interventi per la sicurezza idraulica effettuati e quelli da mettere in campo. Tra le priorità un programma di intervento per la zona della stazione e dell'aeroporto, via Santa Bona e Corso Italia, le cui criticità sono emerse durante il nubifragio dello scorso agosto e i lavori, in fase di assegnazione, per il potenziamento dello Scolmatore e la realizzazione della foce armata.
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