La manifestazione
Umberto indossa giacca e cravatta per essere premiato
Consegnato il “Marco Verdigi” per non addetti ai lavori L’undicenne contribuì allo spegnimento di un incendio
PISA. L'elegante vestito indossato per l'occasione, le gote rosse e la voce rotta dell'emozione tradiscono lo spirito eroico che lo scorso 3 settembre ha contribuito a salvare decine di persone e ad evitare quella che poteva trasformarsi in una tragedia. Il vicesindaco con delega alla Protezione civile Paolo Ghezzi, il sindaco Marco Filippeschi e il vice prefetto Valerio Massimo Romeo hanno assegnato ieri il decimo premio per non addetti ai lavori “Marco Verdigi” ad Umberto Saini, l'undicenne livornese che con coraggio e spirito di collaborazione ha contributo allo spegnimento dell'incendio che nelle scorse settimane è divampato nel campeggio “La pineta” di Calambrone. La commissione esaminatrice ha deciso di attribuire all'unanimità il premio annuale della Protezione civile - dedicato al ventitreenne che undici anni fa annegò nelle acque di Marina di Pisa, risucchiato dal mare in tempesta, dopo essersi tuffato per salvare due bambini da morte certa e realizzato dagli alunni del liceo artistico “Carducci” di Volterra - al piccolo eroe di Calambrone. «Per il grande coraggio e la tempestività di intervento mostrati in occasione dell'incendio», la motivazione. «Umberto – aggiunge il vicesindaco Ghezzi – ha interpretato al meglio il sistema di Protezione civile, in cui ognuno può essere operatore». Saini era nel camping con il padre e la nonna. «Abbiamo sentito delle urla – ricorda mentre stringe al petto il premio ricevuto qualche istante prima – e siamo usciti dalla piazzola dove ci trovavamo». Il fumo e le fiamme altissime hanno invaso gli occhi del bambino e di suo padre. «Ho sentito qualcuno che gridava di prendere gli estintori perché gli idranti non funzionavano», racconta l'undicenne. Mentre gli adulti cercavano di spegnere in qualche modo l'incendio divampato in un bungalow in attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco, Saini non ci ha pensato due volte: «Sono corso a cercarli – racconta –. Ne ho trovati e consegnati quattro». «Mia nonna mi diceva di scappare via», ricorda ancora Saini. La prontezza di riflessi del piccolo ha permesso però di tenere la situazione sotto controllo prima dell'arrivo delle squadre di soccorso ed evitare quella che per decine di turisti sarebbe potuta trasformarsi in una tragedia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
