Finanza
"L’Isola che c’è” non deve chiudere
Genitori in Piazza dei Miracoli contro lo stop al servizio per le mamme dei neonati prematuri
PISA, La casa-alloggio “L'Isola che c’è” non deve chiudere. Decine tra mamme e papà, alcune coppie con bimbi al seguito ideali testimonial dell’utilità del progetto, lo hanno ribadito la mattina di domenica 27 settembre mattina scegliendo la location di maggior richiamo mediatico: Piazza dei Miracoli. Si sono dati appuntamento alle 11 nel piazzale degli Spedalinghi per poi sfilare fino in piazza Duomo con l’obiettivo di rendere pubblico il probabile taglio di un servizio che dal 2002 ha aiutato oltre 1700 mamme di neonati con difficoltà.
La struttura rischia di chiudere mercoledì 30 settembre per mancanza di finanziamenti. L'allarme è stato lanciato dall'Apan (associazione pisana amici del neonato) che ha chiesto aiuto al Cesvot. La chiusura, spiegano all'Apan, sarebbe determinata «dai mancati finanziamenti del progetto “La cura del neonato e della sua famiglia-Casa Alloggio L'Isola che c’è”', nato per sostenere le famiglie dei neonati ricoverati nella terapia intensiva e sub intensiva del reparto di neonatologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa». Per salvare la struttura è stata lanciata anche una petizione rivolta al governatore della Toscana, Enrico Rossi e all'assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, che in pochi giorni ha già raggiunto le 2500 adesioni.
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