Il Tirreno

Pisa

«Il metodo Lari da replicare per il bene del Pd»

di CRISTIANO MARCACCI
«Il metodo Lari da replicare per il bene del Pd»

Da Roma il deputato pisano indica la strada «Rossi farebbe bene a pensare alla Regione»

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di CRISTIANO MARCACCI

Qualcuno spenderebbe volentieri il suo nome quale possibile erede di Marco Filippeschi sullo scranno di sindaco nel 2018. Il pisano Federico Gelli, ex vicepresidente della Regione Toscana e deputato del Partito Democratico, sta mettendo al servizio del partito e del governo Renzi la sua esperienza di medico e di dirigente sanitario. L’onorevole Gelli è ora responsabile nazionale della sanità per il Pd e il premier lo ha voluto fortemente quale relatore del nuovo disegno di legge sulla responsabilità professionale dei medici. In questa intervista concessa al nostro giornale Gelli indica quella che secondo lui è la strada giusta per il rafforzamento del Pd cittadino e si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe, come ad esempio quando parla dell’attuale governatore della Toscana Enrico Rossi..

Pisa e i suoi punti di eccellenza, come i vari centri di ricerca, l'Azienda Ospedaliera e l'Università. In che modo, concretamente, la città potrà ritagliarsi un ruolo nazionale di primo livello?

«Pisa è già una città di riferimento nazionale per i suoi centri di ricerca, didattica e assistenza. Lo dimostrano le migliaia di persone che da tutta Italia vengono qui per farsi curare e i tanti studenti provenienti da altre regioni che scelgono la nostra città per portare avanti il loro percorso formativo nelle tre università, la Statale, la Normale e il Sant'Anna. Una città a dimensione umana dove possono concentrarsi al meglio per raggiungere i loro obiettivi professionali, ma non solo. Infatti, molti di loro rimangono e cercano di inserirsi anche dopo il conseguimento della laurea. Questo mix straordinario fatto di tre università, ospedali di eccellenza e il Cnr non è però secondo me valorizzato sufficientemente a livello di politiche nazionali. Per questo motivo dobbiamo sostenere e promuovere con più forza tutte queste opportunità anche nel quadro dei grandi processi di riforma che stiamo portando avanti con il governo. Pisa può essere un terreno fertile per una nuova stagione di riforme, soprattutto per quanto riguarda la salute e la ricerca, e personalmente mi impegnerò ancora di più per sviluppare collaborazioni importanti tra le nostre istituzioni e il governo Renzi».

Sabato 17 ottobre il presidente della Repubblica Mattarella sarà in visita a Pisa. Se in poche righe dovesse scrivere al Presidente una breve lettera di presentazione della città, come riassumerebbe Pisa e i pisani?

«Pisa è sicuramente la città delle eccellenze. Un piccolo territorio di appena 100mila abitanti dove si può incontrare uno straordinario concentrato di cultura, arte, ricerca scientifica, innovazione e solidarietà. La nostra città, grazie all'Aereonautica Militare infatti, è sempre in prima fila nelle emergenze nazionali e mondiali. Voglio solo citare un esempio: a Pisa è presente l'unica sala chirurgica da campo presente in Italia, il Gcu-Gruppo chirurgia d'urgenza dell'Azienda ospedaliero-universitaria, un team di grandi specialisti pisani coordinato dal Dipartimento della Protezione civile. I pisani poi sono un po' permalosi e litigiosi, ma sempre in grado di esprimere grandi valori e tanta generosità».

Con la recente nomina di Alessio Lari a segretario provinciale il Pd sembra stia pian piano uscendo dalle sabbie mobili della disunità. È solamente un'impressione oppure è davvero l'apertura di una fase nuova che si esplicherà anche attraverso la scelta del nuovo segretario comunale?

«Sono convinto che con la segreteria di Alessio Lari si sia aperta anche nel Pd pisano una nuova stagione politica seguendo quel processo di cambiamento del partito già in atto nel resto del paese. Ho molto apprezzato il consenso unanime che ha portato alla sua elezione e alla presentazione di una segreteria provinciale unitaria che senz'altro favorirà le relazioni con i livelli regionali e nazionali del Pd. Spero inoltre che questo metodo venga utilizzato anche per la segreteria comunale. Sono amico di Matteo da più lustri e fin dall'inizio avevo compreso il suo impegno, il coraggio e la determinazione per aprire nuova stagione di rinnovamento della politica, prima come segretario nazionale del Pd e ora alla guida di Palazzo Chigi. Per questo motivo è mia convinzione, e lo posso dire da sostenitore di Matteo fin dalla prima ora, che Pisa potrà raccogliere le opportunità che si aprono in questa nuova fase».

A proposito di Pd, Enrico Rossi sulla poltrona di segretario nazionale c'è lo vedrebbe bene?

«Enrico Rossi è stato eletto da pochi mesi e credo che la sua principale preoccupazione dovrebbe essere quella di guidare la Regione in questa fase così difficile e complessa con una crisi economica che morde ancora e la gestione di tante emergenze a partire dall'accoglienza dei profughi. Poi non mi sembra corretto che il presidente di regione, eletto dai cittadini per rivestire quell'incarico fortemente voluto, decida di punto in bianco di non tener conto di chi l'ha votato e decida di candidarsi a fare un altro mestiere come quello di segretario del più grande partito italiano».

Manca ancora mezzo mandato al termine della legislatura di Filippeschi sindaco, ma in città è già partita la corsa all'individuazione del successore. Non sono pochi coloro che fanno anche il suo nome. Lo fanno a sproposito o c'è una qualche ragione?

«Parlare del nuovo sindaco di Pisa mi sembra intempestivo e a mio avviso così facendo si indebolisce l'attuale amministrazione. Marco è un ottimo sindaco e il 2018 è ancora lontano, meglio rimandare ad altri momenti valutazioni e giudizi. Per il nome del prossimo primo cittadino posso solo dire che sarà scelto non con il toto-nomi ma con le primarie. Dal punto di vista personale invece Matteo Renzi mi ha chiesto un impegno di grande responsabilità nell'ambito del partito per quanto riguarda la guida della sanità che condivido con lui e il governo. Un ruolo importante e delicato che mi piace e mi gratifica anche per la mia esperienza professionale, e che ogni giorno mi fa conoscere importanti realtà sanitarie di altre città e regioni».

Lei è un medico e Renzi l'ha voluta al centro di una delle riforme più importanti che sta portando avanti. È infatti relatore di un disegno di legge particolarmente atteso in ambito sanitario. Ci può spiegare di cosa si tratta?

«Il testo a cui sto lavorando come relatore per la commissione Affari sociali, è quello che riguarda il nuovo disegno di legge sulla responsabilità professionale in sanità. In pratica i risarcimenti medico-legali in caso di contenzioso con i pazienti. Una materia molto delicata strettamente connessa alla medicina difensiva che costa oggi allo Stato quasi 13 miliardi di euro l'anno per colpa di una legislazione poco chiara e farraginosa. Il nostro compito è quello di avere finalmente una legge chiara e che ridia maggiore tranquillità agli operatori sanitari, tenendo ferma la salvaguardia dei diritti dei pazienti. Tra i punti chiave viene definita con chiarezza la responsabilità penale e civile. Nel penale il professionista potrà essere perseguito solo per dolo o colpa grave, nel civile invece viene fatta una distinzione tra responsabilità extracontrattuale per i professionisti e contrattuale a carico delle strutture. E ancora l'obbligatorietà dell'assicurazione e l'istituzione di un fondo di solidarietà per l'indennizzo dei pazienti che hanno subìto un evidente errore da parte del personale sanitario. Per chi è interessato ad approfondire questo tema lunedì 28 settembre alle 21 sarò presente all'incontro organizzato dalla segreteria provinciale del Pd di Pisa al circolo Arci "Tom Benettolo" in via Vittorio Frascani. Una bella occasione dove si farà il punto sulla nuova legge e si potrà ascoltare le opinioni dei rappresentanti delle categorie professionali».

Oggi si celebra la Giornata del Medico. Con le nuove norme sull'appropriazione prescrittiva, i medici di base non stanno vivendo un bel momento. Come cambierà il loro rapporto coi pazienti?

«Cambierà in meglio, di questo ne sono sicuro. Il decreto appropriatezza serve proprio a mettere un freno al fenomeno delle prescrizioni inutili garantendo un'offerta migliore ai pazienti eliminando, fra le altre cose, le non più accettabili e infinite liste di attesa. Tutte le prescrizioni utili necessarie ed urgenti verranno non solo garantite come prima, ma anche a condizioni migliori. Bisognerebbe ricordarsi di qualche anno fa quando gli armadietti di ogni famiglia erano pieni di farmaci, che spesso finivano nei rifiuti perché non utilizzati. Appena entrò in vigore la nuova modalità prescrittiva in molti gridarono al lupo ma alla fine furono tagliati solo gli sprechi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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