Il Tirreno

Pisa

Una scoperta “pisana” per combattere il tumore

Una scoperta “pisana” per combattere il tumore

L’Università ha finanziato una ricerca che ha portato a un risultato favorevole nella cura del carcinoma della prostata: si tratta di uno screening non invasivo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una ricerca tutta italiana e interamente finanziata dall'Università di Pisa ha individuato i profili genetici con un valore prognostico favorevole nella cura del tumore alla prostata. Lo studio, durato 4 anni e condotto presso il dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, l'Ospedale di Pontedera e l'IRCCS-CROB Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, è stato appena pubblicato sulla rivista "Oncotarget".

«Il carcinoma della prostata è ancora una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi sviluppati, e il numero previsto di casi di questo tipo di cancro nei prossimi 15 anni aumenterà di più del 20%. - hanno spiegato Anna Solini e Guido Bocci dell'Ateneo pisano - La scoperta di biomarcatori in grado di identificare i pazienti con la prognosi migliore risulta quindi molto utile per meglio definire il corretto approccio terapeutico nel trattamento di questa malattia».

I ricercatori hanno applicato un nuovo tipo di analisi dei risultati e cioè la survival dimensionality reduction methodology (Sdr) che ha portato all'identificazione di un particolare profilo genetico (costituito dalla combinazione di genotipi del vascular endothelial growth factor receptor-2 e del recettore ionotropico purinergico P2X7) che risulta associato ad una maggiore sopravvivenza globale (126 mesi rispetto a 66).

Sottoposti a questo screening non invasivo, i pazienti con prognosi sfavorevole potrebbero così beneficiare fin dall'inizio di trattamenti con farmaci innovativi e, d'altra parte, chi ha buona prognosi potrebbe optare per un trattamento meno aggressivo tra le opzioni terapeutiche disponibili.

Il gruppo al completo che ha realizzato la ricerca è composto da Anna Solini, Paola Orlandi, Chiara Rossi, Teresa Di Desidero, Anna Fioravanti, Romano Danesi e Guido Bocci del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa; da Vittorio Simeon dell'IRCCS-CROB, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata; da Lisa Derosa, Andrea Fontana, Luca Galli e Alfredo Falcone dell'Unità Operativa di Oncologia 2 dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana; da Sara Lucchesi, Luigi Coltelli, Laura Ginocchi e Giacomo Allegrini dell'Unità Operativa di Oncologia dell'Ospedale di Pontedera.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa