Gioco
I ladri nella scuola, allarme alla Galilei «Noi presi di mira»
Derubate per due notti di fila le macchinette della merenda Ma nella media sono entrati dieci volte anche l’anno scorso
PISA. Sembrano diventate una specie di self service. E lo sono da almeno un anno. La scuola è ricominciata e sono ripartiti i saccheggi. La scena è sempre più o meno la stessa.
I ladri alla scuola media Galilei arrivano di notte, scavalcano il cancello o le recinzioni laterali su via di Padule, forzano la porta a vetri all'ingresso e salgono veloci al primo piano.
Non perdono tempo: vanno dritti alle macchinette delle merendine. L'ultimo assalto l'hanno dato nella notte fra martedì e mercoledì, i prof e i bidelli hanno dato l'allarme poco prima delle 8, gli alunni dovevano ancora entrare in classe.
I carabinieri del nucleo radiomobile di Pisa sono arrivati sul posto per i rilievi. Sulla porta di ingresso, una di quelle con i maniglioni antipanico, c'erano i segni di effrazione.
Dai distributori automatici, che si trovano al primo piano in una stanza a disposizione solo dei docenti e personale tecnico e amministrativo, erano stati razziati. I ladri hanno portato via pochi spiccioli e qualche prodotto: cioccolate, merendine, kraker.
«Non hanno preso altro che soldi e qualche snack». Hanno ignorato computer, stampanti, non hanno nemmeno frugato negli uffici né nei laboratori, dice il custode che pensa si tratti soltanto di di «disgraziati»
Solo che ora nella scuola media di Pisa Nova qualcuno comincia ad alzare le antenne. I ladri agiscono indisturbati e lo fanno ormai con una serialità preoccupante. Alla Galilei erano entrati anche nella notte precedente, quella fra lunedì e martedì, e soprattutto sono entrati anche l'anno scorso.
«Martedì mattina però è venuta la polizia, gli agenti hanno anche fatto i rilievi e fatto le foto alla porta forzata».
Un gioco da ragazzi tornare il giorno dopo. Troppo. Perché, insomma, le macchinette sono state svuotate parecchie volte.
«No, non solo quest'anno sono venuti due volte, ma l'anno scorso sono venuti almeno dieci volte - racconta il custode - prima c'era una porta che chiudeva la stanza, quantomeno poteva scoraggiare, ma dopo che è stata sfondata nessuno l'ha più rimessa».
Nessuno a scuola crede che i ladri di spiccioli e merendine possano essere gli studenti. Anche i carabinieri escludono si tratti di blitz notturni di bulli che sfruttano il fatto di conoscere bene l'edificio.
«Ma no, sono tutti bravi ragazzini, non ci sono teste calde», assicurano dalla scuola.
Certo, adesso, qualche genitore comincia a preoccuparsi. Non tanto per i ladri di merendine, ma per i livelli di sicurezza che non sembrano esattamente il massimo.
Non piace l'idea di una porta principale così facile da forzare. E c'è chi avrebbe chiesto al dirigente scolastico non solo di renderla più sicura ma soprattutto di installare un sistema di sorveglianza efficace.
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