Sicurezza
Camp Darby smantella i servizi Via trentuno civili
Varato un piano di licenziamenti: oltre ai dipendenti italiani sono previsti tagli e trasferimenti anche per i cittadini Usa
PISA. Altro che assunzioni. Camp Darby smantella strutture e servizi e annuncia decine di licenziamenti. Il comando della base Usa di Vicenza, di cui Camp Darby è satellite, ha presentato l'ennesimo piano lacrime e sangue che prevede il ridimensionamento di alcuni servizi, il licenziamento di 31 civili italiani e il trasferimento di decine di civili e militari americani.
Il programma di ristrutturazione è stato presentato lo scorso gennaio (quando prevedeva 37 licenziamenti e 10 trasferimenti) e confermato due settimane fa durante l'annuale tavolo di confronto tra i comandi delle forze armate americane presenti in Italia e i sindacati.
Entro il 30 settembre 2016, 24 dei circa 100 civili italiani impiegati nell'unità Garrison dovranno lasciare la base che sorge tra Pisa e Livorno. Tempi molto più stringenti invece per tre dipendenti impiegati in un grande magazzino e quattro unità addette ai servizi amministrativi di una clinica della base, che nelle scorse settimane hanno ricevuto le lettere di licenziamento. I primi andranno a casa entro novembre, i secondi il prossimo aprile. Da gennaio è inoltre in corso il trasferimento di decine di americani (personale civile e militare) in altre basi Usa. I tagli si inseriscono nel più ampio piano di ristrutturazione della base nata nel 1951 iniziato nel 2012 con 60 tra licenziamenti e trasferimenti di dipendenti italiani e seguito con l'abbandono dello stabilimento balneare American beach e la dismissione di sei ettari della base che, nel giro di due anni, torneranno al Demanio. E mentre decine di lavoratori restano con il fiato sospeso, un fantomatico piano di assunzioni - 13, secondo gli annunci, le figure ricercate dal comando americano: baristi, custodi, receptionist di albergo, bibliotecari ed insegnanti - da giorni affolla il web e i social network: una bufala che ha costretto anche il comando americano a smentire le offerte di lavoro. «Rispetto i tagli annunciati a gennaio, il piano è stato ridimensionato - commenta Vittorio Salsedo, segretario provinciale di Fisascat-Cisl Pisa -. È stato fatto un passo avanti, ma non basta. Il comando si è reso disponibile a collaborare con i sindacati per scongiurare i licenziamenti attraverso incentivi al prepensionamento e trasferimenti». Per assorbire gli esuberi di Camp Darby e quelli dichiarati in altri comandi, sono stati congelati i piani di assunzioni delle varie basi Usa presenti sul territorio nazionale. Nelle prossime settimane il caso Camp Darby sarà portato anche all'attenzione del coordinamento delle basi americane presenti in Italia, dove i sindacati decideranno la strada da intraprendere.
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