Attenzione
Tra faide e prove d’intesa è già corsa al dopo-Augello
L’ateneo elegge il nuovo Cda, ma dalle urne usciranno le prime indicazioni per il profilo del nuovo rettore: Scienze è divisa, medici e ingegneri si studiano
PISA. Si sa che gli scienziati vivono una spaccatura. Dopo aver governato, incontrastati, per quasi un ventennio sotto la guida di Luciano Modica prima e del chimico Marco Pasquali poi, oggi affrontano la sfida elettorale come una resa dei conti. Si sa che medici e ingegneri si studiano, si conteranno sul campo e (forse) troveranno un’intesa per sparigliare le carte. Si sa che letterati e filosofi cercano un riscatto e che anche chi dovrà andarsene non lo farà senza aver consegnato un testimone.
Di certo questo «è un antipasto, guai a considerare l’elezione del Consiglio di amministrazione di ateneo come un inutile e noioso passaggio formale». Soprattutto quest’anno, racconta uno dei più autorevoli docenti di Medicina, sapere chi fra i sei prof che state guardando lassù in alto diventerà membro di una delle “camere” dell’Università di Pisa «dirà molto sul profilo del nuovo rettore». Ieri le urne non si sono aperte solo per il rinnovo di uno degli organi fondamentali per la gestione della macchina universitaria, ma è già partita la corsa alla successione di Massimo Augello.
L’elezione del nuovo rettore avverrà a giugno se non addirittura a settembre 2016, ma è chiaro che il cda che uscirà dai seggi domani, venerdì 25 settembre, sarà una assise proiettata su un’altra legislatura. Al voto sono chiamati 1.475 docenti e 1.503 tecnici amministrativi. Sono sei i candidati docenti in corsa che si contendono quattro posti e due i rappresentanti del personale tecnico per una poltrona. Ieri alle 18 era già andato ai seggi il 35% dei docenti, solo il 12% dei tecnici. In corsa ci sono prof che cercano una riconferma come Mauro Ferrari e Claudio Palazzolo. Quest’ultimo è ordinario di Scienze politiche. Il primo invece è primario di Chirurgia vascolare a Cisanello. È la testa di ariete dei medici in ateneo. A Cisanello per ora sono a un bivio: c’è chi vuole ri-tentare la scalata al Palazzo alla Giornata e chi auspica un’intesa con gli ingegneri. «Una sintonia con ingegneria sarebbe perfetta - confessa un chirurgo - in fondo la saldatura non farebbe che promuovere due settori che in questi anni hanno dato prestigio all’Università». Le incognite? I voti che riuscirà a rastrellare Marco Raugi, direttore del dipartimento di ingegneria dell’Energia, ma non solo.
Sui camici bianchi pisani da qualche settimana aleggia lo spettro di una perdita di potere. Careggi a Firenze e le Scotte a Siena sono i veri nemici. Ai vertici della sanità regionale non c’è più il rossiano Lugi Marroni ma la fiorentinissima Stefania Saccardi, per questo il profilo di un eventuale candidato rettore non potrà essere inviso al Giglio Magico renziano, ma neppure troppo ostile al governatore e a Monica Barni, nuova assessora regionale all’università e figlia di Mauro Barni, medico, già rettore senese.
In corsa per il cda anche Giuseppe Petralia, ordinario di Storia, un probabile alleato di Mauro Tulli, il capo di Lettere su cui molti scommettono già come uno dei competitor per il dopo-Augello. «Augello ha declinato la riforma Gelmini da accentratore - dice un prof di Lettere - ora in molti rivendicano autonomia». Le candidature di Anna Maria Raspolli Galletti, ex membro del cda e vicedirettrice di Chimica, e quella di Marco Abate, matematico, sarebbero «la rappresentazione icastica di una divisione interna all’area di Scienze». Fratelli coltelli che avrebbero convinto Paolo Rossi, direttore del dipartimento di Fisica, a congelare la discesa in campo per il rettorato. E il delfino di Augello? Anche qui una sfida fra titani informatici, si dice. Da una parte Nicoletta De Francesco, che ottenne il ruolo di vice del rettore dopo averlo affrontato alle urne, dall’altra Paolo Mancarella, oggi nella squadra di governo con le deleghe alla didattica.
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