Sicurezza
Risparmi sulla pelle dei pazienti
Il presidente dell’Ordine dei medici parla delle nuove norme ministeriali
PISA. Sabato prossimo si celebrerà la tradizionale “Giornata del Medico”. All’hotel “B&B”, dalle 9, è in programma la cerimonia coordinata dal presidente dell’Ordine provinciale, Giuseppe Figlini. Nell’occasione saranno consegnati riconoscimenti ai 100 nuovi iscritti e a quelli con 25, 50 e 60 anni d’iscrizione. Premi alla carriera quest’anno saranno consegnati per l’eccellenza professionale e l’attività di ricerca a Stefano Bombardieri per l’Università, Doretta Fabiani per gli Ospedalieri, Vassili Fotis per gli Odontoiatri e Lamberto Allegrini per la Medicina Territoriale. Interverrà Sergio Bovenga, presidente della Cogeaps sul problema degli Ecm, i corsi d’aggiornamento. Alla vigilia della “Giornata”, Figlini ha preso posizione sulle nuove norme ministeriali circa la prescrizione di esami clinici e strumentali. In sostanza, «esistono i malati e non le malattie». È ferma e chiara la risposta alle decisioni del Parlamento secondo cui il medico, d’ora in avanti, potrà prescrivere solo esami ed analisi in base alla malattia di cui soffre il paziente. Eventuali altre indagini, fuori dal protocollo stabilito, sarebbero a suo carico.
Come si fa a stabilire di quale malattia soffre una persona, se prima non si effettuano gli accertamenti?
«Esatto. È un controsenso, tenendo presente inoltre che ognuno è diverso dall’altro, anche in presenza di disturbi apparentemente simili e che devono essere inquadrati nel contesto della storia clinica della persona. Altrimenti si potrebbero inserire i dati ogni volta nel computer, cui spetterà poi la diagnosi e la scelta delle cure».
Si prescrivono veramente troppi esami?
«Sicuramente c’è un’iperprescrizione di certi esami in particolare, ripetuti a distanza di poco senza effettiva necessità. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Tutti hanno la loro importanza, occorre poi adattarli ad ogni singolo paziente e questo è, appunto, il compito del medico curante».
È quindi una scelta soprattutto economica quella fatta dal Parlamento?
«Il punto di partenza può essere quello ed è anche giustificato nell’ottica dei bilanci dello Stato. Ma scegliere alla fine cosa risparmiare sulla salute del proprio paziente, per il medico non sarà certo facile, anche sotto il profilo etico».
All’estero hanno gli stessi problemi?
«In Francia, ad esempio, una legge stabilisce che, se non esistono specifici problemi, non si deve prescrivere una radiografia del torace fino ad una certa età per interventi operatori di chirurgia minore».
Si abusa un po’ di Tac e risonanza magnetica nucleare?
«Teniamo presente che il medico deve sempre decidere secondo scienza e coscienza. Non dimentichiamo che la medicina è in continua evoluzione. Quindi, anche per tutelare la propria professionalità, deve tener conto di quanto di più attuale disponga sul piano delle scelte. Si può parlare di medicina difensiva, ma alla fine è lui che deve rispondere, davanti al paziente ed, eventualmente, alla magistratura».
Il paziente, dopo una visita specialistica privata fatta di propria iniziativa, chiede al medico di base di segnare esami, analisi e cure a lui prescritte. Come dovrà comportarsi d’ora in avanti il medico?
«La ricetta rossa (Servizio Sanitario) è come un assegno. Una volta firmato, il medico se ne assume tutte le responsabilità. In 44 anni di professione non mi sono mai sentito un trascrittore di ricette altrui, né ho mai fatto lo scrivano».
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