Il Tirreno

Pisa

Meningite, è caos per i vaccini ai bimbi

di Mario Neri

Il boom di richieste sta distogliendo i medici dalle prestazioni “base” per i neonati. L’Asl corre ai ripari con nuovi ambulatori

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PISA. «Ci dispiace ma al momento non ci sono posti disponibili, per prenotare la vaccinazione alla bambina, deve richiamare». Quando? «Impossibile saperlo». Se l’è sentito rispondere Corrado. Ci ha scritto raccontando di aver tentato per giorni di prenotare, attraverso il call center dell’Asl, la seconda dose del vaccino esavalente per la piccola di sei mesi.

Una prestazione fornita dal sistema sanitario nazionale per i neonati, molto importante per dare copertura immunitaria contro malattie che in tenera età potrebbero causare problemi notevoli. Ma ogni volta ha ricevuto la solita risposta. Anche noi ieri abbiamo provato a contattare il numero verde (800177744) ma è stato impossibile. Il centralino ci ha tenuti in attesa per un’ora e 14 minuti, dopo aver sceso la lista delle chiamate in coda fino alla seconda, la linea è caduta.

Il motivo da settimane ormai è sempre lo stesso. Il call center dell’Asl è subissato di chiamate dalle richieste di chi vuole il siero anti meningite. Dopo il caso dello studente universitario ricoverato a Cisanello ad inizio settembre, l’azienda sanitaria ha fatto scattare un piano straordinario di vaccinazioni, mobilitando medici e infermieri. Sono 140 mila i potenziali utenti coinvolti, quelli per cui la Regione ha messo a disposizione il vaccino contro il meningococco di tipo C gratuitamente, tutti i residenti in età fra gli 11 e i 45 anni, gli studenti con domicilio sanitario e gli stranieri con permesso di soggiorno. Fin da subito la paura della malattia ha mandato in tilt i centralini. Nei primi giorni il call center riceveva 6.000 chiamate, il ritmo ora è sceso a mille telefonate al giorno, ma, sebbene sia stato quadruplicato il personale, le linee continuano ad intasarsi. Solo che ora l’assalto al vaccino antimeningite sta mettendo in ginocchio gli ambulatori. L'impatto psicologico del nuovo caso suscitato nella popolazione ha spinto l’Asl verso contromisure. L’azienda ha stretto un accordo con i medici di famiglia, la gran parte di quelli presenti sul territorio ha accettato di rendersi disponibile ad eseguire le vaccinazioni. E anche il 50 per cento dei pediatri ha dato l’ok. Ma neppure questo sembra aver alleggerito il lavoro degli ambulatori. Quasi tutti concentrati sulla meningite, sono costretti a far slittare le liste di attesa per gli altri tipi di vaccino. Ottobre è ormai sold out. A Pisa, solo a settembre, i medici hanno somministrato 1.300 vaccini contro la meningite. «Al telefono mi hanno chiesto chi fosse la mia pediatra - racconta Corrado - ma la mia non rientra fra quelli che provvedono alle vaccinazioni. Sul sito dell'Asl viene riportato che i secondi appuntamenti dovrebbero essere prenotati direttamente all'ambulatorio quando viene fatta la prima dose ma così non è stato: il medico dell'ambulatorio mi ha detto di rivolgermi al call center. Quello che è strano è che non ci sia una priorità, e che una volta iniziato un ciclo di vaccinazioni non si garantisca che venga portato a termine». Ma all’Asl stanno già provando a tamponare l’emergenza. Da lunedì apriranno altri tre ambulatori pediatrici e per accelerare i tempi di risposta l’azienda ha assunto a tempo determinato una dottoressa che potenzierà il team per le vaccinazioni destinate ai bambini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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