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Daini e cinghiali, via ai piani di abbattimento

PISA. Novità in arrivo col nuovo piano di gestione della fauna selvatica nel Parco di San Rossore. Il consiglio direttivo dell'Ente Parco ha aggiornato le direttive del piano di gestione della...

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PISA. Novità in arrivo col nuovo piano di gestione della fauna selvatica nel Parco di San Rossore. Il consiglio direttivo dell'Ente Parco ha aggiornato le direttive del piano di gestione della popolazione di ungulati (cinghiali e daini) che dovrà essere attuato tra la fine di quest'anno e i primi mesi del 2016.

Il Parco è una di quelle amministrazioni che hanno cominciato per prime a gestire correttamente la fauna selvatica giacché quest'ultima, quando è in sovrannumero, può arrivare a minacciare la biodiversità, l'integrità degli ecosistemi e i delicati equilibri ambientali. Da anni, pertanto, daino e cinghiale vengono contenuti numericamente nelle varie aree del Parco, con risultati straordinari; quella realizzata all'interno del Parco, nel cuore della Tenuta di San Rossore, è stata inoltre la prima esperienza in Toscana di realizzazione in loco di un centro di lavorazione dei capi abbattuti. In un contesto già consolidato, la delibera approvata nei giorni scorsi dal consiglio direttivo del Parco introduce comunque alcune novità non di poco conto rispetto agli anni passati. Innanzitutto, l'organo collegiale di indirizzo e programmazione dell'ente ha dato mandato al direttore di integrare i sistemi di gestione attuati fino ad oggi - ovvero catture ed abbattimenti, che sono effettuati dal personale del Parco - con un approccio innovativo, che consiste nell'affidare a ditte private altamente professionalizzate, secondo obiettivi precisi e misurabili, il controllo degli ungulati in sovrannumero, similmente a quanto già avviene nel caso della corretta gestione forestale, in cui gli enti proprietari dei boschi si affidano a soggetti privati che dispongono di apposite figure professionali ed hanno specifiche regole da seguire, attrezzature idonee e garanzie sulla sicurezza. Questa novità assoluta permetterà di raggiungere agevolmente gli obiettivi previsti - perché nel caso in cui non fossero raggiunti i risultati attesi, le ditte non saranno retribuite - a partire dalle aree a gestione militare presenti nel Parco e, allo stesso tempo, consentirà a personale del Parco di concentrarsi sulle aree più delicate e di essere utilizzato anche per azioni di tutela ambientale diretta. In secondo luogo, il direttore del Parco ha avuto ancora mandato dal consiglio direttivo di valutare di affidare ad un soggetto privato la gestione del centro di lavorazione nella Tenuta di San Rossore, in modo tale da massimizzarne l'efficienza e, di conseguenza, la capacità dell'Ente Parco di dare linfa a filiere virtuose con la commercializzazione e valorizzazione della carne selvatica, di grande qualità anche dal punto di vista alimentare. Saranno inoltre rafforzati i contatti e la collaborazione con gli enti provinciali e con gli ambiti territoriali di caccia, affinché l'attività svolta nelle aree esterne al Parco e in quelle contigue, sortisca effetti migliori: esistono infatti punti di confine, come la zona della bonifica di Vecchiano, in cui l'eccessiva presenza dei cinghiali viene imputata al Parco laddove è invece evidente, in ragione del fatto che l'autostrada è un limite invalicabile, che questi animali provengono dalle aree collinari e montuose esterne al Parco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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