Il Tirreno

Pisa

Buon secondo trimestre per l’export: +6,5%

Passo in avanti per meccanica, motocicli e farmaceutica, male invece il cuoio e le calzature

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PISA. Nel periodo aprile-giugno 2015, a fronte di un’Italia che, grazie al settore auto, avanza di un +6,7% e di una Toscana che cresce di appena l’1,8%, Pisa mette a segno un discreto passo in avanti. Dopo un 2014 che si era chiuso in negativo (-1,8%) ed un’apertura d’anno stentata (-0,9% nel primo trimestre) l’export della provincia di Pisa registra nel periodo aprile-giugno un +6,5% rispetto all’analogo periodo del 2014. Questa variazione permette alla provincia di toccare i 795 milioni di euro di controvalore esportato: il livello più elevato degli ultimi quattro anni. Anche le importazioni, nel secondo trimestre, segnano un’accelerazione. Ma mentre a livello nazionale (+7,2%) e regionale (+5,3%) vi sono segnali di riavvio dell’attività produttiva, il +8,2% realizzato da Pisa deriva dall’acquisto di oltre 58 milioni di euro di materiale rotabile dalla Polonia, a sua volta riconducibile al rinnovo del parco dei mezzi operato dalla Regione. Questi, in estrema sintesi i risultati dell’analisi condotta dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa su dati Istat.

Esportazioni. La crescita pisana è raggiunta grazie alla meccanica (cresciuta di un terzo), ai cicli-motocicli (+8,1%) e alla farmaceutica (più che raddoppiate le vendite all’estero), mentre cuoio (-4,4%) e calzature (-6,1%), che rappresentano un terzo delle esportazioni pisane, continuano a soffrire. Confermano la crescita anche le bevande (+1,6% grazie ad Usa, Cina e Giappone); il mobile, grazie a Cina, Azerbaigian, Emirati Arabi e Arabia Saudita, torna crescere (+6,6%). Sono l’Europa (che vale più del 60% dell’export pisano) e l’Asia (20%) a fornire la spinta più consistente: +6,6% e +5,7%. Bene anche le vendite dirette ad Hong-Kong (+11,3% grazie a cuoio, articoli di abbigliamento) ed in Cina (+11,4%, grazie ai prodotti meccanici ed i pellami grezzi). Tra i Paesi dove le esportazioni pisane perdono terreno la Russia (-29,0%), a causa delle sanzioni.

Importazioni. Escludendo il dato del settore ferroviario preoccupa l’ulteriore contrazione dell’import di materiale grezzo e finito dell’industria conciaria: -12,9% e -20,2% rispettivamente. Crescono, ed è forse l’unico segnale positivo, gli acquisti di macchine di impiego generale (+14,7%).

Il commento. «Dopo un avvio d’anno in retromarcia - commenta il presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini - l’export pisano è tornato a crescere. Il recupero sembra importante, ma, in prospettiva, il quadro economico internazionale ancora fragile potrebbe comprometterlo. Comunque l’obiettivo che ci poniamo come Camera di Commercio rimane quello di “stanare” le oltre 600 imprese pisane che, secondo le stime, non si sono ancora affacciate sui mercati globali pur avendo tutte le carte in regola per farlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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