Il Tirreno

Pisa

Un maxi marciapiede anche sul Pacinotti

di Francesco Loi
Un maxi marciapiede anche sul Pacinotti

La proposta della Confesercenti per regolare traffico e parcheggi «Sul Mediceo serve un presidio per verificare gli spazi di carico e scarico»

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PISA. Un altro maxi-marciapiede anche sul Pacinotti dopo quello sul Mediceo è la proposta di Confesercenti. «Sì a nuovi provvedimenti, ma salvaguardando l’equilibrio tra vivibilità ed esigenze dei commercianti», è la posizione di Confcommercio. La sosta selvaggia sui lungarni fa discutere. Auto e furgoni in seconda e tripla fila provocano disagi e proteste, soprattutto la mattina. Il Comune, attraverso l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte, ha anticipato al Tirreno che ci sono soluzioni già impostate allo studio: ticket ed app on line per controllare la sosta breve soprattutto per carico e scarico; e varchi elettronici nuovi che leggono non solo le entrate, ma anche le uscite dei mezzi. Il dibattito è aperto.

Maxi-marciapiede. «I lungarni sono purtroppo l’unica alternativa per attraversare la città. Non potendo rinunciarvi, bisogna fare in modo che il traffico sia il più possibile scorrevole senza però danneggiare le attività commerciali. Sicuramente la situazione della sosta selvaggia nel tratto finale di lungarno Pacinotti deve essere affrontata». E’ Giulio Garzella, responsabile area pisana di Confesercenti, ad intervenire sulla questione. Garzella riprende un tema già portato avanti dall’associazione nel 2012 in occasione dell’allargamento dei marciapiedi nel tratto iniziale del lungarno Mediceo: «Quella soluzione, da noi condivisa, consentì di eliminare il fenomeno della sosta in doppia fila offrendo anche un’opportunità migliore alle attività commerciali presenti. Soluzione che vogliamo proporre anche in lungarno Pacinotti nel tratto tra l’Ussero e piazza Garibaldi. Peraltro l’amministrazione comunale aveva già inserito quel progetto nel cosiddetto “pacchetto Mattonaia”, ovvero a carico del soggetto che si sarebbe aggiudicato il bando per l’acquisizione del complesso alle spalle di Borgo Stretto. «Un marciapiede più ampio renderebbe impossibile la sosta come avviene ora nel tratto iniziale del lungarno Mediceo, dando respiro alle attività commerciali presenti. Senza considerare l’immagine per i turisti che sempre di più giungono sui lungarni passando ad esempio da via Curtatone».

Carico e scarico: un presidio. Ma per il responsabile dell’area pisana Confesercenti questa soluzione, così come quella già attuata in lungarno Mediceo, ha bisogno di spazi alternativi per facilitare carico e scarico delle merci. «Purtroppo in lungarno Mediceo le cose non stanno andando bene - dice ancora -. I commercianti ci fanno presente quasi tutti i giorni come sia impossibile per corrieri e fornitori parcheggiare». L’area di carico e scarico (con sosta consentita per un tempo massimo di trenta minuti) esiste e si trova subito dopo piazza della Berlina. «Ma è sempre occupata da auto senza che nessuno controlli. Avendo poi messo i paletti in plastica a delimitare la corsia dei bus, i camion spesso sono costretti ad andare via creando problemi agli imprenditori. Da qui la necessità a nostro avviso di un presidio di quello spazio carico e scarico che poi nel pomeriggio potrebbe essere trasformato in sosta breve, ad esempio per i clienti della farmacia». Stesse modalità da riproporre anche nell’ipotesi di allargamento del marciapiede in lungarno Pacinotti «con la zona di fronte al Caffè dell’Ussero - spiega Garzella - che si presterebbe bene sia per il carico e scarico che per la sosta breve. D’altra parte i lungarni sono una bretella di attraversamento della città insostituibili in mancanza di viabilità alternative. Impensabile quindi ipotesi di Ztl ventiquattro ore su ventiquattro».

Questione di equilibrio. «Non siamo certo contrari alle regole e la sosta selvaggia non piace a nessuno», interviene Federico Pieragnoli, direttore di Confcommerciopisa. «Però - aggiunge - è bene evitare una proliferazione incontrollata di norme e chiarire subito che eventuali nuove regole devono essere funzionali al miglioramento delle cose, agevolando e non penalizzando le attività commerciali interessate». Secondo Pieragnoli diventa fondamentale la condivisone del provvedimento con le categorie economiche: «Prima di ogni decisione, essenziale diventa il confronto con le associazioni di categoria, al fine di evitare disagi e contrapposizioni come accadde in occasione della chiusura dei lungarni. Allora fummo costretti ad organizzare manifestazioni eclatanti. C’è un equilibrio da salvaguardare - conclude il direttore di Confcommercio - tra le esigenze di vivibilità e quelle di chi come commercianti e imprenditori, con il loro straordinario lavoro, rende più ricca e più attraente la nostra città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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