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Sull’Isee esplode la protesta

Sull’Isee esplode la protesta

Gli studenti invadono il Lungarno contro i tagli alle borse di studio

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PISA. «Sono ricco e non lo sapevo». L'ironica incredulità impressa a caratteri cubitali su uno degli striscioni esposti ieri pomeriggio su lungarno Pacinotti nasconde la rabbia di centinaia di studenti universitari che da quest'anno perderanno, o non riusciranno ad accedere, a quei piccoli benefici riservati agli studenti con famiglie con redditi medio-bassi. Il nuovo Isee, entrato in vigore lo scorso gennaio, taglia le borse di studio a migliaia di studenti, che da idonei saranno considerati inidonei nel giro di pochi mesi. Il motivo? Sull'Ispe, indicatore di situazione patrimoniale equivalente (essenziale per l'accesso alla borsa di studio), che tiene conto del patrimonio di ciascun componente della famiglia, immobiliare e non, pesa la rivalutazione della prima casa, considerata in base al valore definito ai fini Imu anziché Ici.

Una modifica quasi impercettibile che fa schizzare però i valori immobiliari. Parallelamente i bandi universitari non sono stati modificati. Il risultato è che secondi i nuovi parametri di calcolo, tutti sarebbero un po' più ricchi. Ma se per il governo la situazione reddituale delle famiglie degli studenti aumenta sulla carta, in realtà nulla è cambiato nei portafogli di migliaia di genitori. Anzi. Se fino allo scorso anno le borse di studio rappresentavano un'ancora di salvezza, da quest'anno gli studi universitari potranno pesare come macigni sui bilanci familiari. Colpa di una riforma passata quasi inosservata, ma che sta facendo crollare vertiginosamente il numero di domande per l'accesso alla borsa di studio ed incrementare il piccolo esercito di universitari a cui verrà tolto alloggio, mensa e la detassazione sulla contribuzione universitaria.

A Pisa, rispetto all'anno accademico 2014-15, le domande di borsa di studio sono calate di 1.800 unità. Secondo gli studenti, circa il 20% della popolazione universitaria perderà i benefici a cui ha avuto accesso lo scorso anno. Tradotto: ai vecchi borsisti aumenteranno le tasse da versare nelle casse dell'Università e dal 15 ottobre sarà tolto il posto alloggio e l'accesso gratuito alla mensa.

Parallelamente aumenteranno in maniera spropositata gli introiti dell'Università, la cui sommatoria rischia di superare il limite massimo previsto del 20% del Fondo di finanziamento ordinario.

Numerose le assemblee che gli studenti hanno tenuto sul tema nelle ultime settimane e ieri pomeriggio, le proteste che stanno scoppiando in tutta Italia, sono approdate anche a Pisa. Un centinaio di studenti ha manifestato davanti agli uffici dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Dsu) su lungarno Pacinotti, bloccando a singhiozzi il traffico.

«Renzi rifacciamo i conti» è l'invito rivolto al governo dagli studenti, che chiedono all'Università di appoggiare le rivendicazioni studentesche e di esentare dal pagamento delle tasse chi sarà privato della borsa. «Chiediamo l'abolizione del parametro Ispe per l'accesso alle prestazioni del Dsu – dicono i manifestanti riuniti sotto la sigla “Studenti contro il nuovo Isee Pisa” -, una presa di posizione pubblica del Dsu e della Regione, una sanatoria nazionale e la riapertura del bando per l'accesso alle borse con la modifica e l'innalzamento dei parametri ministeriali». Le mobilitazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni. Obiettivo dichiarato: l'Inps. (D.R.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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