Gioco
Piscina abusiva, firmato l’ordine di demolizione
Palazzo Gambacorti impone 60 giorni di tempo per rimuovere la vasca L’atto notificato alla proprietaria del terreno attiguo alla costruzione illegale
PISA. Firmata ieri l’ordinanza con la quale il Comune impone alla proprietaria dell’area attigua al fondo dove è stata realizzata la piscina, dietro la chiesa di San Zeno, la demolizione della vasca di 4 metri per 10.
La destinataria dell’atto amministrativo, contro cui potrà essere fatto ricorso al Tar, è una pensionata che da ieri ha 60 giorni di tempo per rimuovere la piscina e ripristinare, come si dice in gergo, lo stato dei luoghi. Trascorsi i due mesi e in assenza di provvedimenti da parte della donna in quel caso inadempiente, sarà il Comune a fare i lavori rivalendosi poi sulla pensionata per recuperare le spese sostenute.
Scoperto per caso a giugno durante un sopralluogo sul camminamento nell’ambito dei progetti Piuss, l’abuso edilizio, sequestrato da giorni, ha già un canale aperto con una denuncia alla Procura. Ora arriva il passaggio amministrativo per rimuovere quell’oltraggio alla storia e alla cultura cittadina.
Il 22 luglio il Comune aveva diffidato la proprietà a rimuovere la piscina di 4 metri per 10 costruita, secondo l’ente, su un terreno pubblico. Ottenuto un sonoro silenzio come risposta, l’ufficio dell’edilizia privata è andato avanti con l’ordinanza.
La pensionata, proprietaria del terreno confinante con la chiesa e probabile destinataria dell'ordinanza di rimozione, poteva accedere alla piscina grazie ad un passaggio esclusivo. Non solo lei. In realtà, a vedere le foto postate su Facebook dai parenti, lo specchio d’acqua era frequentato dai familiari, grandi e piccini, con tanto di canotti, materassini e ombrelloni a bordo piscina. Non il massimo come vista, così stretto tra due muri. Ma di sicuro esclusiva come location.(p.b.)
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