La manifestazione
Mancano all’appello due milioni
Potrebbe essere una valida sede per eventi culturali e musicali
PISA. La Chiesa di San Silvestro, datata 1118 e situata nell'omonima piazza e contigua al laboratorio Nest del Cnr e della Normale, è chiusa da almeno 15 anni nonostante la facciata sia stata restaurata. Nessuna possibilità di vedere le tele affrescate da Aurelio Lomi, nessuna possibilità di ammirare il soffitto a cassettoni dorati del '600 opera di Cosimo Pugliani. Purtroppo mancano all'appello circa 2 milioni di euro per poter riconsegnare alla città e ai suoi visitatori un luogo dove possano essere organizzati eventi culturali. «Sullo stato dei lavori o dei progetti per la Chiesa non vi sono tutt’ora novità salienti», dice Dario Matteoni della Sovrintendenza pisana. La Sovrintendenza assieme all'Associazione degli amici dei musei e monumenti pisani presentò, anni orsono, alla Presidenza del Consiglio un progetto di restauro interno della chiesa dell'ammontare di circa un milione e 800mila euro. L'interno della chiesa sconsacrata si presenta con sacchetti di sabbia al portone di ingresso per impedire che l'acqua piovana si infiltri.
Tornando al futuro (quale e quando?) della chiesa, Matteoni i progetti li ha, infatti la Chiesa potrebbe essere un polmone espositivo e prestarsi ad ogni tipo di evento culturale e musicale in linea con il rispetto del pregio della chiesa. Per ora però, San Domenico e il suo cane, immortalati nel marmo da Giovanni Cybei e collocati sulla sommità della facciata, hanno lo sguardo fisso su un orizzonte ottuso e limitato da burocrazia e fondi inesistenti.
Intanto, dopo l’elenco dei beni da salvare fatto da Il Tirreno, il Comune attraverso Pisainformaflash fa l’elenco di quanto ha investito per la salvaguardia dei monumenti. Negli ultimi 5 anni sono stati investiti 35 milioni per il recupero dei beni culturali di proprietà del Comune di Pisa, i soli per i quali, secondo la legge nazionale, il Comune può investire. Pisa è il comune toscano, in relazione al numero dei residenti, ad aver speso di più per i beni culturali, fra risorse proprie, risorse europee e risorse regionali acquisite tramite progetti realizzati dagli uffici comunali. Nel territorio del comune di Pisa le chiese sono 60: 37 a Tramontana e 23 a Mezzogiorno. 44 sono le parrocchie (quindi 44 chiese sono direttamente coinvolte e gestite per il culto religioso). La grande maggioranza delle chiese pisane è proprietà della Curia cui spettano, per legge, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Un’altra parte degli edifici storici è di proprietà dell’Università e dell’Ater. C'è da aggiungere che sono pochissimi i privati che fanno del mecenatismo la loro missione. Si contano sulle dita di una mano gli esborsi per i nostri monumenti come quello fatto ad esempio da Esselunga per la pala d'altare del Vasari nella chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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