Sicurezza
A picco i prezzi delle case, continua la crisi dell’edilizia
Stabili i costi degli affitti, ma in città il mercato è “drogato” dagli studenti fuori sede. Fatturato aziendale in calo del 7,8%
PISA. Silenziosa, ma inarrestabile. Procede a piccoli passi, ma non riesce ad invertire la tendenza che da quasi un decennio ha mandato sul lastrico centinaia di azienda e migliaia di addetti ai lavori. La crisi del mattone continua a segnare numeri negativi. Anche se ammortizzato dal gran numero di studenti fuori sede, il mercato immobiliare pisano non è esente dalla crisi che ha colpito il settore e, di conseguenza, provocato un blackout nell'edilizia. Nel 2014, in provincia di Pisa, il fatturato delle aziende edili è calato del 7,8% rispetto all'anno precedente. Tra il 2011 e il 2015, le compravendite sono diminuite di circa il 27%. A Pisa città, nel 2014 i prezzi degli immobili in vendita hanno subìto un calo del 6,5%, mentre restano stabili i prezzi delle locazioni. Se Pisa piange, la provincia non sorride. Anzi. A Cascina i prezzi delle case in vendita calano del 7,45% e quelli delle locazioni del 3,83%. A San Giuliano Terme meno 6,62% i prezzi delle vendite, meno 4,29% gli affitti. A Volterra i prezzi degli immobili in vendita precipitano del 10,39% mentre restano stabili quelli delle locazioni. Il calo minore del costo delle case si registra a San Miniato: meno 2,26% (meno 2,23% il costo degli affitti). Discorso inverso invece per Vecchiano, dove i prezzi delle locazioni calano dello 0,7% e del 5,64% il costo delle case in vendita. Unico segno positivo si registra a Pontedera, dove i prezzi delle case in affitto aumentano del 6,14%, mentre crollano del 6,16% i prezzi degli immobili in vendita.
A snocciolare dati e numeri è Giuseppe Gambini, presidente di Confedilizia Pisa, che punta il dito contro Università e amministrazioni comunali, mentre approva l'intenzione del governo di voler tagliare in parte la tassazione sulle proprietà immobiliari. «Il settore vive ancora un periodo di profonda crisi - commenta - e ciò comporta fallimenti, chiusura di cantieri e licenziamenti». Calano i prezzi, ma non aumenta la richiesta. «Ciò - accusa Gambini - è dovuto alla tassazione: speriamo si concretizzi l'intenzione del governo di tagliare le tasse sulla prima casa e che porti ad una ripresa del mercato». A livello locale, a finire nel mirino dell'associazione dei proprietari di casa sono le Università e gli studenti. «Le Università - accusa Gambini - occupano l'80% degli immobili del centro storico e questo è un dato estremamente negativo». La soluzione? «Delocalizzarle a Tombolo, dove potrebbe nascere un campus universitario». «Il mercato immobiliare pisano - prosegue l'associazione - è drogato dalla presenza degli studenti, ma è meglio affittare ad un canone minore ad una famiglia che agli studenti: quest'ultimi non sempre riescono ad assicurare il canone e a farne le spese sono sempre i proprietari di case». Delocalizzare università e studenti, abbattere la tassazione e ridurre le spese per recuperare gli immobili popolari in attesa di ristrutturazione è quindi la ricetta di Confedelizia per risollevare il mercato.
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