Sicurezza
Dai capannoni inutilizzati spunta il nuovo San Giusto
Approvata la variante: le Ferrovie potranno edificare nel sito dismesso In cambio al Comune verde, parcheggi e una strada per collegare San Marco
PISA. Nuove prospettive per il quartiere “sacrificato”. Più verde pubblico, finalmente una viabilità di collegamento tra i due lati del quartiere e la riqualificazione del villaggio popolare di via Quarantola. Ma anche la previsione di un albergo fino a nove piani di altezza. Così cambierà San Marco-San Giusto: la variante urbanistica approvata dal consiglio comunale darà un nuovo volto al quartiere che, negli anni, ha dovuto fare i conti con lo sviluppo della stazione ferroviaria e dell’aeroporto, oltre che con l’arrivo della Fi-Pi-Li e quello in avvicinamento del People Mover.
Recupero, no consumo. «Senza consumare suolo, abbiamo la possibilità di migliorare il contesto urbano: più verde, più parcheggi per i residenti, migliore mobilità nel quartiere e verso il centro città», sottolineano il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito. In pratica, la variante dà il via libera ad una doppia previsione: da una parte l’accordo con le Ferrovie per il recupero di siti dismessi; dall’altra la ricostruzione, dopo l’abbattimento di quelle vecchie, delle nuove case popolari sul modello di quanto in corso a Sant’Ermete.
Edilizia, verde, strade. Nel dettaglio, l’intesa prevede che le Ferrovie potranno realizzare, al posto degli edifici fatiscenti (squadra Rialzi, dove avveniva il lavaggio dei vagoni), nuovi fabbricati da destinare a residenze e servizi. Tra questi anche la possibilità di realizzare un albergo, alto fino a nove piani, senza interferire con il cono di volo (l’aeroporto è a due passi) e lo skyline della città (niente più alto della Torre). A fronte di questa nuova destinazione d’uso, al Comune arriverà il 60% di queste aree (20.000 metri quadrati tra il convento dei Cappuccini e il supermercato di via da Morrona) da destinare a verde e parcheggi per i residenti, oltre che alla realizzazione della nuova viabilità: una strada che collegherà San Giusto a San Marco passando sotto il cavalcavia, senza attraversare piazza Giusti.
Case popolari. La seconda parte della variante prevede che le vecchie case popolari del 1946-47, costruite per rispondere all’emergenza successiva ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, siano demolite e ricostruite con le più moderne tecniche per ridare dignità agli abitanti con alloggi migliori e più efficienti dal punto di vista energetico. «Parteciperemo con questo progetto - precisa l’assessore Zambito - al bando nazionale del cosiddetto Piano Casa». Tra l’altro, questi nuovi alloggi saranno connessi per la mobilità urbana al People Mover.
Attacco politico. «In consiglio ho notato la fatica dell’opposizione ad assumersi l’onere di una proposta alternativa», va infine all’attacco Filippeschi. «Non credo che Pisa si debba fermare davanti ad una serie di no pronunciati in modo assoluto che - aggiunge il sindaco - non farebbero altro che allontanare i pochi investitori, vista la crisi economica, che possono ancora farsi avanti. Le città non si governano così».
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