Colpo alle Poste armati di pistola e incappucciati
L’ufficio rapinato almeno una volta all’anno Malore per un’impiegata. Un cliente scappa
GHEZZANO. Sono tornati in quell’ufficio postale che concorre al primato di bersaglio più rapinato in provincia. Almeno una dozzina di colpi nella storia recente, quasi una media di un raid all’anno.
Armati e incappucciati. A una manciata di minuti dallo scoccare delle 12, due banditi, incappucciati e con pistole in pugno, sono entrati alle poste di Ghezzano, sulla Calcesana, fuggendo con un bottino di neanche mille euro. All’interno del locale c’era un solo cliente che all’intimazione dei malviventi di sedersi sul pavimento ha reagito fuggendo all’esterno e, attraversata la strada, si è riparato nella macelleria dall’altro lato della carreggiata. Trascorsi alcuni minuti se ne è andato. «È entrato all’improvviso e si vedeva che era spaventato – raccontano nella macelleria Mancini –. Quando è stato dato l’allarme i banditi erano ancora dentro l’ufficio». Dalla centrale operativa della questura sono state inviate le volanti coordinate dal commissario capo, Fabrizio Valerio Nocita e sul posto sono arrivati anche il capo della squadra mobile, Rita Sverdigliozzi, gli agenti della polizia giudiziaria e della scientifica.
La rapina. Stando a quanto riferito dall’impiegata e dal direttore agli investigatori, i due banditi sono presentati nell’ufficio con un cappuccio in testa e una pistola in mano. Impossibile per il personale distinguere se l’arma fosse autentica o giocattolo. La dipendente, alla sua “prima” rapina ha avuto un lieve malore e dal 118 hanno inviato per precauzione un’ambulanza. Tra l’irruzione e la fuga sono passati alcuni minuti. Il tempo di chiarire, pistole in pugno, le loro intenzioni e poi i banditi si sono fatti consegnare i soldi presenti in cassaforte, neanche mille euro, e sono fuggiti a bordo di un’utilitaria di colore blu in direzione di Pisa. I due malviventi avevano un accento napoletano, ma non è stato possibile individuarne i tratti del viso per via del cappuccio.
Le ricerche. I controlli della polizia, estesi anche a carabinieri e polizia stradale, sono partiti quando ancora erano in corso i rilievi dentro l’ufficio. Sono state fermate diverse auto corrispondenti a quella descritta dai testimoni che hanno assistito alla fuga dei banditi. Acquisite le immagini della videosorveglianza lungo la strada.
I precedenti. L’ultimo colpo alle poste di Ghezzano risaliva al luglio 2014. Alle 12,30, due rapinatori con accento napoletano, armati di taglierino, si erano fatti consegnare qualche centinaio di euro. Dal 2003 sono state almeno una dozzina le rapine collezionate dall’ufficio, tanto da sollevare le critiche dei sindacati per l’assenza di strumenti di difesa per i dipendenti.
Pietro Barghigiani
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