Sicurezza
La Certosa e i suoi tesori nei piani di studio scolastici
CALCI. La Certosa si apre alle scuole di ogni ordine e grado. Sono stati messi a punto diversi progetti educativi per l’anno 2015-2016. Al museo nazionale, che ha per direttore Severina Russo, gli...
CALCI. La Certosa si apre alle scuole di ogni ordine e grado. Sono stati messi a punto diversi progetti educativi per l’anno 2015-2016. Al museo nazionale, che ha per direttore Severina Russo, gli studenti potranno attingere per ogni tipo di conoscenza, effettuando anche esperienza sul posto. Nella programmazione gli insegnanti avranno l’opportunità di arricchire le proprie metodologie «la nostra offerta didattica – spiegano gli operatori del museo – prevede soprattutto visite animate, che hanno la durata da un’ora e mezza a due ore, le più lunghe, oppure ci sono visite più brevi di una cinquantina di minuti». Luogo clou il laboratorio creativo. Per la scuola dell’infanzia il cartellone contempla, tanto per fare qualche esempio, la caccia di animali … disegnati oppure l’incontro con ospiti a sorpresa. Tutto un loro fascino le erbe dei monaci, che hanno lasciato il complesso monumentale agli inizi degli anni settanta. Quanto mai curiose le fantastiche geometrie. La scuola primaria avrà a disposizione documenti che testimoniano la vita in Certosa.
Gli alunni della secondaria di primo grado rivivranno il clima del tempo dei frati anche avventurandosi nella storia attraverso le carte. Sul livello superiore la scuola secondaria di secondo grado che avrà a disposizione foto e video della Certosa e la grande guerra quando venne allestito un ospedale militare. Spiega Aurora Puccetti, guida esperta: «La Certosa di Calci, tra i più famosi monasteri d’Italia, è una miniera senza fine. La visita è un sorprendente viaggio a ritroso nel tempo in un mondo che non finisce mai di stupire già nella scoperta della vita solitaria che i monaci qui conducevano, in ambienti che ancora oggi stupiscono per magnificenza e splendore». Una curiosità, che non costituisce una sorpresa: "Beata solitudo, o dolce beatitudo": è questo il biglietto d'ingresso per tutti i visitatori che saranno chiamati ad un percorso nel tempo che parte nel 1366 quando la Certosa fu fondata.
Pier Luigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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