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Pisa

Il sindaco «Non ne ero a conoscenza»

Il sindaco «Non ne ero a conoscenza»

Filippeschi ha incaricato gli uffici di passare al setaccio le autorizzazioni

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COLTANO. Non ne sapevano niente. Le istituzioni comunali e provinciali così come l’ente Parco, non ne sapevano nulla. Tutta la vicenda della futura centrale a biomassa di cippato è passata da un ufficio tecnico all’altro di ben sette enti. Tutto è passato di scrivania in scrivania come se si dovesse aprire un negozio di ottica. E quindi, con l’avvallo dei tecnici ed il silenzio della politica, tutta la procedura è fin qui regolare. Ma il giorno dopo l’incontro coi cittadini di Coltano, il sindaco Marco Filippeschi entra nel vivo della questione e dice: «Ho dato incarico alla segreteria del Comune di analizzare e passare al setaccio tuttte le auroizzazioni rilasciate». Il sindaco la sera dell’incontro con i cittadini di Coltano era uno di loro: sapeva poco, ascoltava molto. Ha snocciolato tutte le autorizzazioni che erano state rilasciate alla ditta che è collegata alla cooperative le Rene che è in liquidazione.

Dietro a tutta la vicende c’è Guido Prati già gestore della cooperativa Le rene di Coltano e che ha, o gestisce il terreno o la società dove sorgerà la nuova centrale di biomassa. In base alla sentenza del Tribunale di Pisa sez fallimentare e pubblicata nella Gazzetta ufficiale (parte seconda n°110 del 22/9/2011), la società cooperativa Le Rene non naviga in buone acque.

Filippeschi dice a chiare lettere: «L’ubicazione così a ridosso del centro abitato non mi convince minimante». L’ubicazione, nel pieno centro di Coltano, sembra sia dovuta al fatto che la stessa azienda sia stata costretta a realizzarla lì perché impedita dal regolamento del Parco che vieta nuove volumetrie. E quindi, la società di cui il nome non è al momento conosciuta ma è riconducibile alla cooperativa Le Rene, la dovrebbe per forza di cose fare lì, nel centro di Coltano. «Il Comune ed il Parco si devono incontrare nuovamente», dice Filippeschi che è rimasto in qualche modo "scottato" dalla vicenda come fosse un residente di Coltano. Filippeschi non è contrario a priori alla centrale a biomassa ma dalle sue parole si deduce che non gli sembra opportuno farla proprio nel centro cittadino o a ridosso di esso. Fabrizio Manfredi presidente del Parco ribatte: «Abbiamo resistito più degli altri tant’è che abbiamo anche perso un ricorso al Tar e lo so che appare strano ai non addetti ai lavori ma l’attività di una centrale a biomassa è definita agricola sia da leggi nazionali che europee. Abbiamo messo le prescrizioni del caso ma il problema non è né tecnico, né di regolamenti bensì di opportunità politico sociale sul fare una centrale in un centro abitato e che è osteggiata da tutti quelli che ci vivono attorno». Manfredi sottolinea poi che una centrale a biomassa rientra tra le forme di produzione di energie alternative e che quindi dovrebbero essere più “pulite” di altre. In teoria. (Ca.Ve.)

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