Il Tirreno

Pisa

Dal nulla spunta la centrale a biomasse

di Carlo Venturini
Dal nulla spunta la centrale a biomasse

Coltano, intera frazione in assemblea contro il progetto

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COLTANO. Bruciano gli animi dei residenti di Coltano perché a breve brucerà una centrale di cippato attiva 24 ore su 24 e che produrrà un megawatt di energia. È stato completato infatti l’iter autorizzativo per il via libera alla centrale a biomassa che si posizionerà in un’area prossima alla villa medicea che è praticamente nel centro del paese. Il circolo Arci di Coltano non è mai stato così pieno e le voci che hanno subissato quelle delle autorità, dicevano solo: “No alla centrale a biomassa”. Il tavolo che fronteggiava l’onda d’urto della platea era composto dal sindaco Marco Filippeschi, il presidente del Parco di San Rossore Fabrizio Manfredi e l’assessore Ilenya Zambito.

Sarà la solita sindrome del “non nel mio giardino?”. Stando ai residenti ed agli imprenditori agricoli e della ristorazione della zona quella centrale starà a significare più inquinamento, almeno una decina di camion al giorno che trasporteranno legna e scarti della lavorazione di legname e l’azzeramento degli sforzi di fare di quel polmone verde un’area di richiamo turistico con la conseguente deturpazione del paesaggio. Coltano che ha circa 400 abitanti, è in pieno Parco ed è conosciuto come una zona di agriturismi, centri ippici e allevamenti di bestiame per carni di qualità. C'è poi il lago delle Tamerici ed aree per esibizioni dei butteri maremmani. Ciò che brucia ancor prima del cippato nell’anima dei residenti, è che tutto sia stato fatto all’oscuro della popolazione ed in tempi brevissimi. «Ho saputo di questa centrale cinque giorni fa – dice Eugenio Luisi – e sono scioccato per la rapidità con cui tutto è stato approvato da almeno sette enti, il tutto in meno di un anno».

Gli enti che hanno messo la ceralacca sulle richieste della nuova centrale sono la Sovrintendenza, il Comune e la Provincia (ufficio urbanistica ed attività produttive), il Parco di San Rossore, la Asl, i Vigili del Fuoco, ed il Collegio per il paesaggio. Sempre Luisi dice: «Sappiamo tutti, nonostante il direttore del Parco parli di “camino” che si tratta di una centrale con un bruciatore che nella migliore delle ipotesi brucerà legna e cippato. E chi ci garantisce che brucerà solo quei materiali? Chi sorveglierà i contenuti dei camion che di notte transiteranno qui? Lo stesso cippato si sa, può contenere residui di plastica».

Il numero dei camion che dovrebbero passare per arrivare alla centrale sembra siano un decina ma c’è chi dice che ne transiterà solo uno. «Non importa – continua Luisi – se sarà anche uno solo perché in quelle stradine non è permesso il transito di nessun camion ma evidentemente la regola vale per i piccoli imprenditori e per i cittadini ma non per chi farà la centrale». Luisi contesta inoltre che la centrale essendo di cippato inquina più di una a biomassa che brucia gas. «Magari ci daranno il contentino di fornire riscaldamento alle case che distano fino a 700 metri ma chi glielo ha chiesto? Loro intanto venderanno l’energia elettrica ad Enel e grazie ad una serie di incentivi pubblici ci guadagneranno anche se non la metteranno in funzione»: conclude Luisi.

Paola Balestri del Ctp di Coltano dice: «La circoscrizione non ne sapeva nulla. E la cosa che brucia è che noi stiamo giornate intere a discutere sullo spostare un segnale stradale di cinque cm per salvaguardare il paesaggio ed invece ci fanno una centrale a biomassa senza dirci nulla». Gianluca Orlandini è confinante con la futura centrale. Ha un centro ippico dal 1990, e dal 2005 chiede una tettoia di legno per i suoi cavalli al Parco. «Mi sorprende la rapidità con cui la società per la centrale abbia ricevuto tutte le autorizzazioni, mi sorprende sentir dire dalle autorità che non sapevano nulla ma soprattutto visti i problemi annosi che ha Coltano di vigilanza del territorio mi chiedo chi e come verrà controllata la nuova centrale».

Da decenni i residenti di Coltano chiedono il rifacimento delle strade, la rivalorizzazione della stazione di Marconi, la ristrutturazione della scuola Diaz, il ripulisti da spacciatori e prostitute nelle pinete, i controlli contro le discariche abusive e più illuminazione. Non hanno mai chiesto una centrale di cippato. E quindi alcuni residenti si sono rivolti agli avvocati e sulla stessa linea si sta muovendo la pro-loco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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