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Pisa

IL PERCORSO AD OSTACOLI

Dal Duomo vecchio alla Spina quei luoghi d’arte off-limits

di Danilo Renzullo
Dal Duomo vecchio alla Spina quei luoghi d’arte off-limits

PISA. Su Palazzo Gambacorti svetta ormai da qualche settimana lo striscione “Pisa capitale della cultura. Sali a bordo, la nostra rotta è il futuro”. Una città proiettata nel futuro che sembra però...

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PISA. Su Palazzo Gambacorti svetta ormai da qualche settimana lo striscione “Pisa capitale della cultura. Sali a bordo, la nostra rotta è il futuro”. Una città proiettata nel futuro che sembra però non curarsi del suo passato e di quell'immenso patrimonio artistico e culturale che può vantare, ma non utilizzare. Chiese, cappelle ed edifici di culto rappresentano una fetta importante dei tesori storici cittadini. Uno scrigno che da troppi anni resta chiuso. Inagibile e inaccessibile. In alcuni casi pericolante e con gravi problemi strutturali che stride con l'aspirazione di Pisa di diventare nel 2016 capitale culturale del Paese. Ecco alcuni casi.

San Paolo a Ripa d'Arno. Conosciuta anche come Duomo vecchio, è una delle principali chiese romaniche della città. Di proprietà della Curia è chiusa e “ingabbiata” dal 2010, a seguito di infiltrazioni dal tetto, crepe, cedimenti e soprattutto della “torsione” di una parete esterna che rischiava di sprofondare. Negli anni sono stati effettuati studi e una prima messa in sicurezza con uno stanziamento di circa 350.000 euro. Per il restauro occorrono circa 2,5 milioni di euro. Dopo anni di immobilismo qualcosa sembra muoversi: la Cei avrebbe risposto con uno stanziamento di circa 600.000 euro all'appello della diocesi. La Fondazione Pisa sarebbe disposta a stanziare ulteriori 500.000 euro.

Cappella di Sant'Agata. Anch'essa, un tempo unita alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, è in attesa di restauro. Di proprietà comunale, per la struttura è stato definito un progetto preliminare e la Fondazione Pisa ha manifestato la disponibilità a finanziarlo – quando sarà esecutivo - con quasi 92.000. Per eliminare il degrado dell'area, il Comune sta pensando di realizzare una cancellata intorno alla cappella anche per impedire bivacchi.

San Zeno. Le cancellate sono state pensate anche per la chiesa di San Zeno. La Fondazione Pisa ha attributo su un progetto preliminare di restauro completo un finanziamento di 300.000 euro. Entro fine anno è prevista la gara di appalto dei lavori per recupero del bene del Comune, la cui gestione sarà affidata alla Fondazione Teatro Verdi.

Sant'Antonio in Qualquonia. A seguito dei crolli, sono in corso i lavori per il rifacimento del tetto e un primo restauro del cassettonato ligneo. Per il restauro completo della chiesa di proprietà comunale occorrono circa 2,9 milioni.

Chiesa dei Cavalieri. Completati i lavori finanziati dalla Fondazione Pisa con 350.000 euro per il rifacimento del tetto della navata centrale e dell'abside, occorrono oltre 60.000 euro per la navata di destra. La struttura progettata da Vasari, di proprietà della Curia, resta intanto chiusa dopo le dimissioni di monsignor Aldo Armani, storico rettore della chiesa. Chiesa della Spina: nel gioiello gotico di lungarno Gambacorti di proprietà del Comune, sono terminati gli interventi di manutenzione straordinaria al tetto. È in corso di restauro del cassettonato ligneo e del paramento murario interno. Poi sarà la volta dell'apparato marmoreo esterno. Il restauro dovrebbe terminare ad ottobre con un investimento totale di circa 300.000 euro (di cui 100 finanziati dalla Fondazione Pisa).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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