Sicurezza
San Jacopo, addio al depuratore: non si fa
Anni di ritardo, il progetto è superato e il gestore cambia obiettivo: ammodernerà l’impianto esistente
PISA. San Jacopo, addio al grande progetto del depuratore. Acque spa cambia rotta. Dopo anni di ritardi e intoppi a una delle grandi opere idriche per la città, l’azienda ha deciso di abbandonare il progetto e puntare sul potenziamento dell’impianto esistente per servire e raccogliere tutti gli scarichi di Pisa Nord. Partito nel 2009 dopo la prima assegnazione dell’appalto, il grande cantiere da 16 milioni che avrebbe dovuto sostituire la centrale della Fontina fu stoppato nel 2012 proprio da Acque, che tolse il lavori alla ditta. «Mentre loro perdevano tempo senza eseguire il progetto – spiega il direttore della gestione operativa di Acque, Roberto Cecchini – le tecnologie mutavano, e alla fine ci siamo resi conto che realizzare un nuovo depuratore non aveva più senso e potevamo procedere per step, potenziando l’impianto via via seguendo le esigenze del territorio. Così, in autonomia, abbiamo già riammodernato la struttura esistente investendo 700 mila euro e nel 2016 concluderemo i lavori per la creazione di una nuova vasca, che ci consentirà di aumentare del 25% la capacità depurativa passando da 40 mila abitanti serviti a 51 mila».
Insomma, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, Acque ha risparmiato per ora 15 milioni.
E seppure i ritardi ci siano, non è al cantiere di San Jacopo che la società deve le penali da quasi 1,4 milioni per lavori non fatti e obiettivi mancati fra 2011 e 2012 arrivata dall’Authority regionale sull’acqua a fine maggio. «Né il depuratore di San Jacopo né il grande “tubone” del Cuoio ci sono valsi le penali dell’Ait – tiene a precisare Giuseppe Sardu, presidente di Acque - Non perché quei progetti non abbiano subito ritardi ma perché il garante ha riconosciuto che i mancati investimenti non sono dovuti a nostra negligenza».
Per il grande tubone (e opere connesse) da 200 milioni di euro con cui Regione, ministero dell’Ambiente e Comuni pensano di rivoluzionare il sistema di depurazione fra la Valdera, l’Empolese e la Valdinievole, l’Authority ha contestato «rallentamenti non accettabili» soltanto per una piccola porzione a Santa Maria a Monte. Per il resto, il ritardo, che «comunque risulta assolutamente critico per gli investimenti futuri», è dovuto al fatto che finora siano mancate le risorse da parte della Regione e altri enti. Ma Acque spa annuncia: «Anche per il grande progetto del Cuoio contiamo di far partire i cantieri nel 2016, sono già partite le procedure per 300 espropri di terreni, su cui però i proprietari manterranno le servitù». Cosa ha prodotto allora le sanzioni dell’Ait? Oltre al mancato raggiungimento di alcuni standard sui tempi di risposta ai cittadini, «l’assenza pressoché assoluta di investimento sullo schema del Lungomonte pisano», scrive il garante nel decreto con cui assegna le penali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
