Il dolore
Bassilichi lascia Pisa, a rischio 57 posti
Ai dipendenti della filiale inaugurata in pompa magna pochi anni fa proposto il trasferimento. Il sindacato accusa: licenziamenti camuffati
PISA. A pochi anni dall'inaugurazione in pompa magna della sede di Montacchiello, Bassilichi lascia Pisa e mette i suoi 57 dipendenti di fronte ad un bivio: trasferimento o licenziamento. La società, una delle principali a livello nazionale per la gestione dei servizi bancari e della pubblica amministrazione, ha comunicato la scorsa settimana ai sindacati la volontà di lasciare Pisa, prospettando il trasferimento a Firenze per il personale impiegato nell'area di Montacchiello. «Licenziamenti camuffati», accusa Gianluca Federici, segretario generale della Cisl di Pisa, che ieri sera ha incontrato in assemblea i lavoratori per analizzare la scelta comunicata dalla società e decidere il percorso da intraprendere per cercare una soluzione alternativa a quella individuata dall'azienda, che si configura come un ulteriore colpo negativo all'economia e all'occupazione pisana. Il sindacato ha chiesto un incontro a Provincia, Regione e Comune. Lo stesso farà con l'azienda «in quanto – prosegue Federici – non ci sono motivi tali da giustificare la chiusura». «Le commesse sono state tutte mantenute e c'è addirittura la possibilità di incrementarle – aggiunge il segretario della Cisl –. Lo scorso anno l'azienda ha firmato anche un accordo per il mantenimento delle attività e dei livelli occupazionali, ma in poco tempo si è rimangiata tutto». La chiusura mette a rischio il futuro occupazionale di 57 persone, di cui la metà donne e impiegate con contratti part-time. «Al personale, l'azienda ha proposto il trasferimento a Firenze – aggiunge Federici -, ma di fatto costringe i dipendenti a licenziarsi». La sede pisana di Bassilichi non rientrerebbe più nei piani industriali dell'azienda con sede legale a Monteriggioni. Il sindacato lavorerà adesso per impugnare i trasferimenti facendo leva anche sull'accordo firmato un anno fa che prevedeva il mantenimento della struttura di Montacchiello e l'incremento delle attività. Bassilichi è sbarcata a Pisa nel novembre 2011, avviando anche progetti con l'Università con l'obiettivo di portare studenti e ricercatori all'interno della struttura di Montacchiello per creare un ponte tra il mondo accademico e quello lavorativo. L'arrivo della società a Pisa mise fine anche alla travagliata vertenza dei 59 lavoratori ex C-Global della sede di Ospedaletto che, dopo una lunga battaglia in difesa del posto di lavoro e contro il trasferimento a Collecchio (Parma), furono assunti dall'azienda di Monteriggioni. Le prime avvisaglie di crisi della sede pisana di Bassilichi, che vanta migliaia di dipendenti e sedi su tutto il territorio nazionale, si sono registrate lo scorso giugno, quando l'azienda ha deciso di disdire l'appalto che la legava alla Italiana Servizi. Lo stralcio del contratto ha costretto la società a chiudere lo stabilimento pisano e a chiedere l'attivazione della cassa integrazione straordinaria per i suoi 27 dipendenti che, con l'arrivo di Bassilichi a Pisa riuscirono a salvare il proprio posto di lavoro con il passaggio dalla Transitalia Logistic (allora committente della sede pisana dell'ex C-Global) ad Italiana Servizi.
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