Sicurezza
Una centrale a biomasse ma il progetto è un mistero
Sarebbe un impianto in grado di produrre energia elettrica per un megawatt Assemblea pubblica a Coltano con Comune e Parco: le proteste dei residenti
COLTANO. Le autorizzazioni ci sono tutte, ma il progetto rimane un mistero. Nel cuore di Coltano potrebbe nascere una centrale a biomasse, un impianto che utilizza le energie rinnovabili per produrre energia elettrica. Durante il mese di agosto gli uffici del Comune hanno dato via libera alle autorizzazioni chieste lo scorso anno da un privato per l’installazione di una centrale capace di ricavare energia dal cippato (scaglie e scarti di legno). Ma i residenti insorgono e il progetto potrebbe finire davanti al Tar.
Né gli abitanti, né il Ctp (consiglio territoriale di partecipazione) sono stati infatti informati del progetto. E nemmeno gli operatori che lavorano nella zona sono stati consultati, né è stata avviata una discussione politica per un progetto che potrebbe cambiare il volto e la vivibilità di Coltano, come dicono i contrari a questo progetto.
La centrale dovrebbe essere installata a pochi metri dal circolo Arci, vicino ad alcune abitazioni ed ai maneggi. Ma il progetto, la ditta privata che ha chiesto le autorizzazioni e il funzionamento dell’impianto restano un mistero. Tanti risultano i punti ed i passaggi da chiarire. Per farlo, la pro loco di Coltano ha indetto un’assemblea pubblica che si terrà questa sera, a partire dalle 21, nei locali del circolo Arci.
All’incontro sono stati invitati anche il sindaco Marco Filippeschi, il presidente del Parco Fabrizio Manfredi e il direttore Andrea Gennai e gli assessori di Palazzo Gambacorti. Per ora si parla di un impianto, attivo 24 ore su 24, in grado di produrre energia elettrica per un megawatt. A preoccupare i residenti è l’impatto ambientale che la centrale potrebbe avere sulla popolazione. Secondo alcuni abitanti, le autorizzazioni rilasciate dal Parco prevedevano una centrale a biomasse con filiera a chilometri zero e cioè utilizzando legna di scarto del Parco. Quelle concesse da Palazzo Gambacorti sembrano invece aver autorizzato la costruzione di una centrale a filiera corta e cioè per l’utilizzo di materiali reperibili nel raggio di circa ottanta chilometri. «Da una centrale che potrebbe avere una certa utilità (utilizzando materiale prodotto localmente - lamentano i residenti - si è autorizzata la costruzione di quello che potrebbe diventare un bruciatore di materiali provenienti da tutto il territorio». Una mancanza di trasparenza che sta sollevando dubbi e preoccupazioni tra gli abitanti che si dicono pronti a ricorrere al Tar per bloccare la realizzazione della centrale.
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