Sicurezza
SE RISPONDE ASSENTE LA POLITICA
EMILIO CHIORAZZO. Fa rabbia. Perché questo dovrebbe essere l’anno della “buona scuola” e della “scuola bella”. Fa rabbia anche perché il crollo di parte dell’intonaco del soffitto che si è verificato...
EMILIO CHIORAZZO. Fa rabbia. Perché questo dovrebbe essere l’anno della “buona scuola” e della “scuola bella”.
Fa rabbia anche perché il crollo di parte dell’intonaco del soffitto che si è verificato ieri mattina, quando mancava una manciata di minuti alla prima campanella per gli alunni della scuola “Parmini”, era stato annunciato.
Ce n’era stato uno il giorno prima. E, all’inizio del mese, il grido d’allarme, sulle condizioni di sicurezza della scuola, lo aveva lanciato addirittura una delle insegnanti, attraverso un video raccolto da un consigliere comunale di opposizione e trasformato in un question time che, neppure una settimana fa, è stato liquidato, durante l’assemblea consiliare a Palazzo Gambacorti, con uno sbrigativo “va tutto bene” ed “i lavori si faranno poi”.
Non è la prima volta che accade, nelle scuole del territorio. Tanto che, a questo punto, è legittimo sospettare della superficialità (almeno) di chi è addetto a garantire la sicurezza dei nostri figli. In questo caso, poi, è ancora più grave. Perché si aggiunge alla scarsa volontà di ascoltare gli altri.
Le condizioni degli edifici scolastici a Pisa - come in gran parte del nostro Paese - sono pessime: passi, si fa per dire, per gli spazi angusti, per le pareti scorticate, per gli infissi, i banchi e le sedie rotte. Ma sottovalutare situazioni che possono trasformarsi in pericolo, no. Non è concepibile. I Comuni e gli altri enti hanno squadre di dirigenti, di tecnici e professionisti che devono garantire questo. Se non lo fanno vuol dire che qualcosa non va. Il ruolo degli amministratori è anche questo. Non solo lamentarsi perché mancano i fondi... per tutto.
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