Sicurezza
Profughi, nuova ondata 225 entro la fine del mese
Dal Viminale previsioni choc, appello della Prefettura ai Comuni “riluttanti”: già pronti 20 posti alla ex Polveriera nel quartiere Cep, mobilitate le parrocchie
PISA. Ufficialmente è stato un vertice sereno, disteso. Ma a sentire chi c’è stato, seppur non si sia mai alzata la tensione, c’era un’aria da ultima chiamata alle armi. Perché sì, i Comuni pisani dovranno “armarsi” di alloggi, strutture, appartamenti, immobili per ospitare i migranti. Non c’è più tempo, neppure per i “riluttanti”. Anche i sindaci del “no” dare il loro contributo per allargare la rete dell’accoglienza. Le previsioni giunte dal ministero dell’Interno parlano chiaro: nelle prossime settimane la provincia di Pisa sarà chiamata ad assorbire 225 profughi, quasi la metà di quelli giunti dall’inizio dell’emergenza. Per questo ieri, in un summit convocato a Palazzo Medici, il prefetto Attilio Visconti ha rinnovato il suo appello.
Gli arrivi record. L’arrivo dei primi sei profughi è previsto per venerdì, una piccola quota di uomini e donne sbarcati negli ultimi giorni in Sicilia dai cargo di Frontex, la missione di recupero coordinata dall’Unione europea. Ma per le prossime settimane il territorio dovrà fronteggiare numeri importanti, mai gestiti in così poco tempo: ben 225 migranti da ospitare, se possibile, con il mnodello dell’accoglienza diffusa, quindi distribuendoli nei 37 Comuni. I tempi di arrivo non sono certi, si parla di settimane, «ma potrebbero arrivare anche entro fine settembre», avverte Visconti. Comunque numeri record se si considera che ad oggi sono 496 le persone a cui cooperative e associazioni di volontariato hanno dato un rifugio in 55 centri temporanei, di cui 45 appartamenti.
L’appello del prefetto. «Nell’incontro - dice il prefetto - ho rinnovato il mio invito ai sindaci, soprattutto a coloro che finora non hanno ancora trovato posti sul loro territorio poiché quei numeri potremmo ritrovarceli sul territorio in pochissimi giorni. So che le previsioni del Viminale sembrano drammatiche, ma dobbiamo e possiamo fare di più. A Pisa è assegnato l’11,2 per cento del totale regionale, una quota stabilita sulla base della popolazione, ed è bene sapere che province come Livorno e Grosseto, seppur meno popolose, si stanno facendo carico di più persone».
I Comuni del no. Sono ancora 8 i Comuni riluttanti: Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Lajatico, Montecatini Val di Cecina e Montescudaio e Santa Maria a Monte. «Ma non vanno additati come riottosi - continua Visconti - molte di queste comunità non possiedono immobili, noi stiamo provando ad aiutarli a cercare alloggi tramite privati e cooperative. E siamo convinti di poter accorciare la lista di chi dice no fra pochi giorni».
Nuovi posti. Così c’è già un’ipotesi a Fauglia, un edificio da 15-18 posti che dovrebbe essere pronto fra dieci giorni; poi un appartamento a Vicopisano, un paio a Ponsacco, e anche a Crespina e Lorenzana e Santa Luce le amministrazioni stanno cercando di sbloccare alloggi.
I migranti al Cep. Ma la prefettura non può permettersi di far passare altri giorni. Così adesso ha dato il via libera alla Croce Rossa per l’ex Polveriera, un grande stabile al Cep. Rimasta un’ipotesi per mesi, adesso l’edificio nel quartiere popolare di Pisa sarà una realtà. Lì sono pronti 20 posti. Stop invece al Cottolengo di San Giuliano, uno dei centri di accoglienz apiù imponenti della Toscana, oggi a quota 90 persone. «San Giuliano ha dato molto - dicono dalla Prefettura - non possiamo chiedere di più».
Mobilitati i parroci. Dopo l’appello del Papa, la prefettura ha cominciato a chiedere la collaborazione delle parrocchie. «Abbiamo già avuto disponibilità dai parroci di Monteverdi e Calci e nei prossimi giorni siamo convinti che altre chiese si mobiliteranno». E in ordine sparso si stanno facendo avanti i singoli cittadini chiamando il numero verde della Regione. Dieci le famiglie che si sono rese disponibili in provincia di Pisa, tre in città.
Il database dell’accoglienza. «Certo ammirevole, ma non so quanto possano trovare concreta risposta gli slanci dei cittadini - dice Sandra Capuzzi, assessore al sociale di Pisa - le procedure di acocglienza devono comunque passare attraversoi la mediazione della prefettura». Per questo Visconti sta cercamndo di rilanciare il progetto di creazione di un database dell’accoglienza. «Un archhivio affidato alla Società della salute - spiega - dove far confluire le disponibilità dei cittadini che hanno un appartamento da mettere in affitto».
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