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Gli arredi non ci sono e il progetto parte... male

Gli arredi non ci sono e il progetto parte... male

Alla elementare San Giovanni Bosco di Latignano il debutto “senza zaino” avviene con una soluzione temporanea. Scoppia la rabbia dei genitori

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CASCINA. Il progetto “Scuola senza zaino” parte. Però gli arredi non ci sono perché sono stati ordinati in ritardo. E così alla scuola elementare San Giovanni Bosco di Latignano la rabbia dei genitori si è fatta sentire. Tavoli, scaffali e altri mobili non sono ancora arrivati e per qualche tempo i 48 alunni delle due prime classi dovranno accontentarsi di banchi normali. La "Scuola senza zaino" prevede spazi ridisegnati e un lavoro a gruppi degli alunni. Il sistema responsabilizza i bambini e li inserisce in un processo di impegno di squadra, in comunità. Non c'è più bisogno dello zaino, ma di una cartella leggera, per portare solo l'indispensabile.

Già a primavera la scuola aveva segnalato al Comune l’avvio del progetto. A luglio, con il quadro delle iscrizioni più certo, le richieste sono state precisate. Lunedì la sorpresa. «Abbiamo organizzato le aule con gli arredi che abbiamo – spiega il professor Federico Betti, dirigente scolastico dell'Istituto – . I banchi accostati formano le cosiddette "isole" per il lavoro di gruppo e dei normali scaffali sostituiscono quelli "speciali", in cui i bambini depositano le cartelle a inizio mattina. Questa soluzione, secondo quello ci hanno comunicato, dovrebbe servire solo per questa settimana e la prossima. Le due prime classi avranno poi le stesse dotazioni delle seconde, le classi con cui è stato avviato il progetto lo scorso anno». Ad alimentare la protesta dei genitori è stata una lettera inviata dal Comune alle famiglie proprio alla vigilia dell’inizio della scuola. «Non potevamo essere informati prima?»: la loro è una domanda è di buonsenso. Nella lettera a firma del sindaco Alessio Antonelli e del dirigente dell’istituto comprensivo “Falcone”, professor Federico Betti, si comunica che c’è stato un ritardo nell’allestimento degli arredi scolastici a supporto del progetto “Senza zaino”. È dovuto «a motivi di bilancio e alle difficoltà che vincolano quotidianamente l’operato delle amministrazioni pubbliche». Dopo la brutta notizia il sindaco si dilunga con una lezione sulla collaborazione tra scuola e Comune, su i principi di responsabilità e comunità. Ma alcune mamme hanno non hanno perso tempo a criticare pubblicamente anche sulla bacheca Facebook del sindaco la promessa non mantenuta.

«Portare il "Senza zaino" nella scuola è un grande cambiamento e portare cambiamento ha sempre un costo. Sarebbe stato molto più facile non alterare lo stato delle cose ma abbiamo scelto di cambiare rotta pensando al futuro. Dopo l'esperimento dello scorso anno, abbiamo due nuove classi prime aderenti al progetto, uno dei primissimi in Italia. Il progetto è partito. Credo profondamente che questo disagio sia facilmente sopportabile e superabile pensando all'importanza di un percorso di cambiamento che durerà negli anni», risponde così il sindaco alle critiche.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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