Il Tirreno

Pisa

Crolla l’intonaco chiusa la scuola

di Francesco Loi
Crolla l’intonaco chiusa la scuola

Doppio cedimento dal soffitto alle elementari Parmini già sotto osservazione dopo il nubifragio di fine agosto

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PISA. «Se il 15 settembre la scuola non sarà a posto, resteremo con i nostri bambini sul piazzale». Una promessa che si è rivelata un pronostico azzeccatissimo (e per qualcuno sin troppo facile). Era sabato 5 quando Mariachiara Cedolini, fiduciaria delle elementari Parmini, leggeva nel futuro mentre registrava un video intervistata dal consigliere comunale Raffaele Latrofa (Ncd) davanti al banchetto con la scritta “no allagamenti” per la raccolta di firme. In effetti, ieri mattina, alle Parmini di via Parigi la prima campanella non ha suonato. I bimbi sono rimasti fuori. Pezzi d’intonaco si sono staccati dal soffitto del primo piano, precipitando sulle scale, lunedì mattina. Ieri il bis quando per fortuna dentro la scuola non c’era nessuno.

Lezioni annullate. Serrata la sequenza degli avvenimenti: la chiusura della scuola decisa lunedì, poi dopo qualche ora l’intervento di sistemazione dei solai, il dietrofront e l’annuncio dell’apertura regolare. Invece ieri mattina un altro cedimento. Lo hanno scoperto ieri insegnanti e custodi appena entrati. Subito la chiamata ai vigili del fuoco, mentre fuori la classica eccitazione del primo giorno di scuola che pervade bambini e genitori si stemperava con il passare dei minuti. Il cancello resta chiuso, le lezioni annullate. Gli effetti del nubifragio del 24 agosto hanno prodotto danni e disagi. Soprattutto rischi. E di conseguenza polemiche. «Pannelli della mensa pieni di acqua, muffa e cattivo odore nelle aule, crepe in più punti», la descrizione fatta dalla fiduciaria già dopo un sopralluogo l’1 settembre. Poi il question time di Latrofa in consiglio comunale, giovedì scorso, e la promessa della giunta di intervenire.

Il cedimento. Non è bastato. Dalle terrazze inzuppate di acqua piovana le infiltrazioni hanno intaccato l’intonaco. Con doppio cedimento in due giorni consecutivi di circa un metro quadrato ciascuno. Eppure lunedì, dopo l’intervento del global service Manutencoop, era arrivato il via libera (dai tecnici comunali) smentito clamorosamente dai fatti dell’indomani. Per prima cosa i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile il primo piano, mentre il resto della scuola sarà verificato oggi. Per questo d’edificio resterà ancora chiuso del tutto. E da lunedì cominceranno lavori con procedura d’urgenza per mettere in sicurezza lo stabile.

Le soluzioni. Le decisioni su come procedere sono state prese dopo un confronto tra genitori, insegnanti, tecnici e gli assessori Andrea Serfogli (lavori pubblici) e Marilù Chiofalo (pubblica istruzione). Gli alunni delle 5 classi che occupano il primo piano della Parmini stamani entreranno regolarmente a scuola ospiti delle vicine Oberdan secondo l’orario antimeridiano già previsto. Allo studio invece le soluzioni per consentire di iniziare anche il servizio di tempo pieno da lunedì 21. Due le ipotesi, entrambe con l’ok dei genitori, specifica il Comune: adibire un’aula delle Oberdan a refettorio oppure consentire di consumare i pasti in classe in vassoi sigillati all’origine (monoporzione e con il nulla-osta dell’Asl). Forse prevarrà la prima soluzione. Invece le 3 classi dell’istituto che si trovano al piano terra (comunque dichiarato agibile) dovranno attendere le verifiche con carotaggi che saranno effettuate oggi. Dunque, per loro prima campanella di sicuro ancora rinviata. Poi potrebbero rientrare alla Parmini oppure, piano B, proseguire le loro attività alle Gereschi ed alle De Sanctis, anche per agevolare gli interventi all’edificio. «Le famiglie - si legge in una nota del Comune - comunicheranno in due giorni la loro opinione prevalente sulle due possibilità».

Lavori urgenti. Per quanto riguarda gli interventi da compiere Serfogli ha chiesto di «agire con procedura d’urgenza». I lavori consisteranno nella messa in sicurezza dei soffitti: saranno posizionate strutture portanti ancorate alle travature che forniscono una controsoffittatura isolante, una soluzione descritta da Palazzo Gambacorti «definitivamente efficace contro i possibili distaccamenti di intonaco e la possibilità di cedimenti». Si procederà inoltre alla impermeabilizzazione della terrazza sovrastante e dalla quale provengono le infiltrazioni che causano l’ammaloramento degli intonaci. Prevista anche la sostituzione delle caditoie rubate. I lavori potranno iniziare già dalla prossima settimana e dureranno circa due mesi. Oggi l’apertura del cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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