Il Tirreno

Pisa

PISA

Rissa tra detenuti: feriti tre poliziotti

Un corridoio del carcere Don Bosco
◗
Un corridoio del carcere Don Bosco

Una ventina di reclusi protagonisti della gazzarra sedata dagli agenti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra detenuti stranieri avvenuto nel pomeriggio di lunedì 14 settembre in una cella del carcere di Pisa è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere, legati al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Fatto sta nel carcere di Pisa, venti detenuti stranieri (nordafricani)se le sono date di santa ragione. E se non fosse stato per il tempestivo interno dei poliziotti penitenziari le conseguenze della rissa potevano essere peggiori. La denuncia arriva dal Sindacato più rappresentativo e con il maggior numero di poliziotti penitenziari iscritti, il Sappe, che denuncia come resta sempre alta la tensione nelle carceri italiane.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11114736:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/03/25/news/rissa-nel-carcere-don-bosco-detenuti-feriti-agente-coinvolto-1.11114736]]

Spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “La rissa tra detenuti a Pisa, carcere da giorni al centro delle cronache per le violenze che vedono coinvolti i Baschi Azzurri, è sintomatico di una emergenza penitenziaria che permane, nonostante tutto. Una rissa violenta, sedata in tempo dai bravi poliziotti penitenziari in servizio che mi auguro vengano premiati per l'ottimo intervento operativo. Un saluto in particolare va ai tre poliziotti feriti, colpiti dai detenuti mentre tentavano di separarli, che si trovano al pronto soccorso. Una rissa che poteva avere più gravi conseguenze, se non fosse stato per il tempestivo intervento dei poliziotti che hanno sequestrato nel cortile passeggi un rudimentale coltello”.

Pasquale Salemme, segretario regionale SAPPE della Toscana, aggiunge: “Mi preoccupa il continuo ripetersi di eventi critici e violenze contro i poliziotti nel carcere di Pisa. Sono troppi gli Agenti che subiscono le violenze dei detenuti: dovrebbe fare riflettere il consistente numero di poliziotti assenti per malattia. Ma mi sembra che il direttore del carcere non adotti alcun intervento risolutivo per modificare questo stato di cose, come una organizzazione del lavoro più funzionale alle necessità di sicurezza e tutela dei Baschi Azzurri. Per fortuna nostra e delle Istituzioni a Pisa lavorano poliziotti penitenziari molto determinati, che credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d'identità e d'orgoglio. Agenti, Sovrintendenti, Ispettori, Funzionari che lavorano ogni giorno, nel silenzio e tra mille difficoltà ma con professionalità, umanità, competenza e passione nel dramma delle sezioni detentive pisane e italiane. A loro va il plauso mio personale e del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca