Il Tirreno

Pisa

Fi-Pi-Li, multe non pagate da otto stranieri su dieci

di Francesco Loi

Quasi diecimila i sanzionati per un mancato introito di oltre un milione di euro Bando della Provincia: una società specializzata incaricata della riscossione

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PISA. Otto stranieri su dieci sfrecciano oltre i limiti. Il flash dell’autovelox lungo la Fi-Pi-Li però li lascia indifferenti. Tanto hanno già deciso che non pagheranno. Una cattiva abitudine che, per chi incassa i soldi delle sanzioni in superstrada (ovvero la Provincia di Pisa), significa un mancato introito annuo che supera di gran lunga il milione di euro (dati 2014).

Le cifre. Non è un rilievo statistico da poco perché i numeri relativi ai frequentatori (e ai multati) della Fi-Pi-Li, nel tratto di competenza e pisana, sono decisamente alti. Secondo quanto comunica l’ente di piazza Vittorio Emanuele II, nel 2014 sono stati complessivamente elevati 72.281 verbali: 9.825 quelli a proprietari di veicoli con targa straniera e 4.364 a conducenti stranieri di veicoli presi in locazione in Italia. Le percentuali di incasso la dicono lunga su quanto avviene poi: si ferma al 16,7% quella relativa ai verbali a veicoli con targa straniera, mentre sale quasi al cinquanta per cento (48,7) per le locazioni straniere, i veicoli presi in affitto. Una percentuale, quest’ultima, molto simile alla capacità di riscossione per i veicoli a targa italiana (47,3). Uscendo dal particolare e arrivando al dato complessivo, poiché la Provincia incassa oltre 6 milioni di euro dalle multe in Fi-Pi-Li, considerato che l’introito in prima battuta è pressoché dimezzato, significa che il tratto pisano di superstrada porta (porterebbe) un tesoretto da almeno 13 milioni di euro.

I motivi. Ma come spiegano in Provincia questo fenomeno? «Nel caso dei veicoli con targa straniera le percentuali di incasso delle sanzioni sono particolarmente basse a causa delle difficoltà ad ottenere dai diversi Paesi l’accesso alle banche dati identificative dei proprietari dei veicoli», sottolineano da piazza Vittorio. In effetti, ogni Paese disciplina in maniera diversa l’accesso. Da tempo si parla di una banca dati unica europea e di recente la Ue ha emanato una direttiva per lo scambio di informazioni tra gli Stati in questo ambito. Ma ancora non è sufficiente. Per quanto riguarda invece i trasgressori stranieri che conducono un veicolo locato in Italia, la percentuale di incasso è simile a quella degli italiani (intorno al 50%) «perché in questo caso - fanno notare dall’ente - la società di locazione fornisce le generalità e la residenza del trasgressore, e dunque non è necessario ricorrere alle autorità straniere per avere i dati».

Bando per la riscossione. Si tratta di un problema comune a tutte le amministrazioni che ha fatto sì che nel tempo si siano sviluppate società specializzate nel recupero degli importi di sanzioni e spese relative. La Provincia pubblicherà a breve un bando di gara per affidare questo servizio prevedendo modalità incentivanti: l’impresa riceverà un importo fisso per ogni verbale realmente notificato ed incassato, importo che sarà posto a carico del trasgressore oltre alle spese di notifica. L’amministrazione provinciale aveva già affidato per sei mesi, dal novembre all’aprile scorsi, un incarico simile ad una società prevedendo per un corrispettivo composto da una parte fissa e da un aggio. Tale somma è erogata solo in caso di effettiva riscossione della sanzione ed include la gestione dell’intero procedimento. Nel nuovo bando, come da ordinanza presidenziale, è previsto un incremento del corrispettivo fisso sul singolo verbale riscosso (30 euro più Iva), mentre l’addebito al trasgressore sarà dell’80% del costo complessivo sostenuto dall’amministrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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