Finanza
Gestione privata per i monumenti
Tre bandi di gara: cinta muraria-Scotto, Arsenali-Torre Guelfa e stazione Marconi. Piani economici in elaborazione
PISA. Un primo sforzo, da trenta milioni di euro complessivi, è quasi compiuto con i progetti Piuss. Ovvero il recupero di un patrimonio storico-culturale che languiva da anni. Ma ora scatta un secondo tempo di questa partita altrettanto decisivo. Perché questo patrimonio recuperato va difeso nel tempo (per non vanificare tali sforzi). E perché dovrà essere messo a frutto (sotto forma di allargamento dell’offerta turistica e delle opportunità di lavoro). Se da una parte i cantieri, come assicura l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli stanno andando in porto, dall’altra servono ora piani di gestione per concretizzare ogni buon proposito. Perdere un’occasione del genere sarebbe clamoroso.
Tre gestioni. Un primo passo è stato compiuto in questi giorni con l’aggiudicazione definitiva della gara per la realizzazione del piano economico-finanziario. Questa sarà la base per la predisposizione del bando vero e proprio con cui dal Comune verrà assegnata la gestione (a soggetti esterni) dei monumenti recuperati. La loro assegnazione è stata definita in modo particolare: chi prenderà le mura avrà anche il Giardino Scotto; l’area della Cittadella (Arsenali Repubblicani più Torre Guelfa) avrà un solo vincitore; e poi un altro per la stazione Marconi con l’annesso complesso radiotelegrafico di Coltano.
Piano economico. Il pre-bando, quello lanciato dall’amministrazione comunale per avere da un soggetto esperto le linee guida sulle quali basare poi la gara per le tre gestioni, è andato ad un’associazione d’imprese composta da Associazione Mecenate 90 e Struttura Srl, per un compenso di 20.000 euro più Iva. In particolare, questa associazione d’imprese dovrà fornire l’individuazione delle destinazioni d’uso dei vari monumenti ed edifici; un piano economico-finanziario; e una selezione delle possibili forme di partenariato pubblico-privato. I materiale relativi alle prime due gestioni dovranno essere forniti a Palazzo Gambacorti entro il 31 ottobre, mentre la scadenza per la stazione Marconi è al 31 dicembre.
Mura e Scotto. «I lavori saranno completati entro novembre», assicura Serfogli che ha in programma specifici sopralluoghi sui cantieri Piuss. I lavori sul camminamento in quota sono pressoché finiti e si attende l’ultimo via libera per la collocazione dei pannelli per la privacy nei tratti richiesti dai cittadini e già oggetto di battaglia nei tribunali. In un secondo momento potrà essere aggiunto al bando anche il bastione del Parlascio, con la possibilità di un punto ristoro in quota e di utilizzare a fini espositivi e commerciali anche gli spazi interni.
L’area della Cittadella. L’altra zona oggetto di bando è quella della Cittadella. Un’area peraltro da ricalibrare: oltre dieci anni fa, dopo la clamorosa scoperta dei relitti alla stazione di Pisa San Rossore, il centro di tutto era considerato il futuro museo delle navi antiche, in seguito alla ristrutturazione degli Arsenali Medicei. Invece i tempi ministeriali si sono allungati a dismisura e l’ultima promessa è di aprire entro l’anno una parte degli Arsenali. Più veloci, nonostante i vincoli del patto di stabilità, i lavori Piuss per il recupero degli Arsenali Repubblicani e della Torre Guelfa con il fortilizio. Entrambi sarebbero dovuti essere a servizio del museo della navi, ora invece il piano di gestione richiesto dal Comune deve prevedere possibilità di utilizzo anche svincolate, almeno per qualche tempo. Non è un caso che gli Arsenali Repubblicani siano stati ipotizzati anche come nuova sede della Fondazione Cerratelli con la sua prestigiosa collezione di costumi teatrali e cinematografici, oltre a spazi a fini commerciali. Invece il fortilizio della Cittadella sin dall’inizio è stato pensato come sede del museo civico della città, oltre alla salita sulla Torre Guelfa, uno dei punti panoramici più belli della città.
Stazione Marconi. La stazione radiotelegrafica di Coltano è da tempo nel mirino del Comune, che ha chiesto di averne la proprietà nell’ambito del federalismo demaniale. Il progetto prevede la sua trasformazione sia in museo dedicato a Marconi sia in sede di aziende ad alta tecnologia. Un progetto da 2,3 milioni di euro, con la Regione che garantisce un finanziamento da 1,3. Ma senza piano di valorizzazione (e relativi costi) Agenzia del Demanio e ministero dei Beni culturali non accettano cessioni. E la stazione Marconi resta nell’abbandono.
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