Il lutto
Al Mercato europeo la globalizzazione si costruisce col cibo
Fino a domani sera stand provenienti da decine di Paesi Odori, sapori e idiomi si mischiano in una manciata di metri
PONTEDERA. Il giro del mondo in pochi metri quadrati. Dalla Grecia alla Germania, passando per la Repubblica Ceca, la Siria e il Brasile. Si incrociano le culture nel centro di Pontedera e lo fanno grazie al Mercato europeo. La rassegna, inaugurata ieri mattina in piazza Martiri delle Libertà dal sindaco Simone Millozzi e dall’assessore allo sviluppo economico Angela Pirri, mette insieme le specialità, culinarie e non, di tante parti del pianeta. Sono molte le bandiere che sventolano alla base degli stand. Tra tutte spicca quella della Siria, Paese colpito dalla guerra, al centro, da diversi mesi, di drammatici fatti di cronaca.
Samir Andraous preferisce non parlare dei conflitti in corso nella sua nazione: «Vedo solo le immagini dalla tv, non posso giudicare. Sicuramente in Siria la situazione è molto delicata, ma non voglio sbilanciarmi con i commenti».
Una volta dribblata la domanda sull’atmosfera nella sua terra natale, Samir mostra i suoi gioielli. Anelli, collane e altri accessori realizzati interamente a mano: «Sono assemblati secondo un’antica tradizione siriana. I miei oggetti piacciono agli italiani perché non sono eccessivamente appariscenti, ma al tempo stesso trasmettono eleganza e raffinatezza».
Poco più in là intanto un ragazzone dai lineamenti nordici sta sistemando sul bancone wurstel e altri prodotti. «La merce è di provenienza austriaca, dalla città di Salisburgo. Abbiamo un po’ di tutto: i clienti hanno l’imbarazzo della scelta», spiega Sascha Reindl dell’azienda Pluschke. Comunica in inglese perché conosce soltanto poche parole d’italiano. «È la prima volta che vengo in Toscana e mi piace molto. Spero di tornarci nei prossimi anni». Il giro tra i banchi prosegue, ma prima dei saluti Sascha estrae dal bancone del suo market itinerante un pezzo di pane. «È il pane nero. Se adeguatamente conservato può resistere fino a una settimana».
Le casalinghe spaziano dalle piante alle spezie, dai formaggi ai dolci. Si trova di tutto al Mercato europeo. Anche la birra. «Abbiamo cinque tipi di bionde, una rossa e tre nere. Il nostro prodotto di punta è senza dubbio la Bernard, birra non pastorizzata unica nel suo genere». In esposizione ci sono bevande della Repubblica Ceca, ma l’accento che ne descrive le varietà è chiaramente del nord Italia. Guendalina Raviolo, infatti, è stata assunta dall’azienda per favorire i rapporti con la clientela tricolore. Sono quasi le 12 e nell’area spagnola iniziano i preparativi per la paella. In una grossa padella stanno cuocendo diverse specie di pesci. Raggiunto il giusto livello di cottura viene aggiunto il riso. Per l’ora di pranzo è tutto pronto.
Odori, sapori e lingue si mischiano a una manciata di metri dal Ponte Napoleonico, simbolo della città. I visitatori hanno ancora 24 ore di tempo per passeggiare tra le delizie del continente. Il Mercato europeo, infatti, lascerà Pontedera domani sera.
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