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Da San Jacopo al Cuoio: i cantieri fantasma

Da San Jacopo al Cuoio: i cantieri fantasma

Un depuratore e il tubone dei conciatori, ecco i progetti mai realizzati per cui l’azienda è stata “punita”

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PISA. Del depuratore di San Jacopo si parla almeno dal 2006, l’accordo di programma firmato sul “tubone” del Cuoio aspetta di trasformarsi in cantiere dalla notte dei tempi (il primo documento risale al 2004), poi ci sono da realizzare fognature, nuovi scarichi, da potenziare la rete idrica e gli acquedotti, da costruire impianti di potabilizzazione sull’Elsa.

Non sono pochi i progetti previsti nei piani di investimento di Acque spa. Solo entro fine 2014 dovrà riuscire a spendere 170,1 milioni, tutti soldi che il gestore prevede di ricavare dalle tariffe applicate ai cittadini. Non tutte le opere in programma sono in stand by da tempo. Di certo lo è proprio il depuratore di San Jacopo. Un cantiere da 16 milioni di euro per la costruzione di una centrale che dovrà ricevere gli scarichi dell'intera Pisa nord, e sostituire la vecchia struttura della Fontina accogliendo anche gli scarichi fognari dei comuni di San Giuliano e Vecchiano. Un'opera dunque che serve a far compiere un salto di qualità al sistema di depurazione. Il gran ritardo nella realizzazione, nonostante sia totalmente finanziata, "preoccupa" da tempo il Comune. Ma cosa è successo? Per una serie di problemi l'appalto è stato tolto all’azienda che aveva vinto la gara. Non solo, con gli anni la tecnologia nel settore è mutata e il progetto è stato rivisto per adeguarlo ai tempi. Ampliamento e adeguamento degli impianti, nuovi collettori, risanamento del padule di Fucecchio: il “tubone” del Cuoio è una specie di grande opera del sistema idrico toscano. L’atto definitivo che avrebbe dovuto far partire i lavori è del 2013. n complesso di opere "salva-ambiente" e di impulso e sostegno alle attività produttive del distretto conciario di Santa Croce-San Miniato, per un valore di 204 milioni di euro. Anche questo uno dei mancati investimenti finiti nel mirino dell’Autorità idrica toscana.

«Questo progetto - spiega Alessandro Mazzei, garante regionale sull’acqua - si è impantanato per motivi indipendenti dalla volontà del gestore idrico, che per rimediare nel frattempo ha investito i soldi in altri settori, ad esempio nella sostituzione delle condotte idriche. Tutte cose meritevoli, ma diverse da quelle programmate. E purtroppo le regole dell’Autorità nazionale sono chiare: i piani vanni rispettati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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