Sicurezza
Corso Italia sott’acqua per un canale dell’800
Passa da viale Bonaini ed è interrato: il fondale non supera i 70 centimetri Question time in consiglio di Zuccaro (M5S) e replica dell’assessore Serfogli
PISA. Il nubifragio del 24 agosto scorso è stato eccezionale come portata, d’accordo. Ma com’è possibile - ci si è chiesto - che anche il nuovo Corso Italia, fognature comprese, sia finito sott’acqua almeno per metà della sua lunghezza? La risposta va trovata nell’ottocentesco canale chiamato Scoli di Pisa che passa anche da viale Bonaini: profondo oltre due metri, è interrato per due terzi. E scolare le acque, appunto, diventa assai meno semplice.
Tutto questo è emerso dalla risposta data dall’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli ad un question time di Elisabetta Zuccaro (Movimento 5 Stelle) in apertura del consiglio comunale di ieri. Il question time, in realtà, partiva dai disagi provocati dal nubifragio in viale Bonaini, in particolare per la fuoriuscita di liquami dai tombini, «dove scorre un canale dell’Ottocento - ha detto la consigliera Zuccaro - fino all’idrovora di Pisa Sud». Il problema del deposito di sedimenti, ha aggiunto, «era già emerso durante gli scavi in piazza Vittorio: l’altezza sarebbe ridotta a settanta centimetri rispetto agli oltre due metri originari, fatto che non solo impedisce di ricevere correttamente le acque meteoriche, ma addirittura provoca la fuoriuscita dei liquami».
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Nello specifico, Serfogli ha replicato che il problema in via Bonaini, secondo quanto spiegato dal gestore delle fognature Acqua Spa, è semmai dovuto al reticolo fognario che in qualche modo risulta “frenato” dalla presenza dei binari della stazione nello scolare verso San Giusto.
Invece, ha aggiunto l’assessore, l’interramento degli Scoli di Pisa «provoca i rigurgiti in Corso Italia» dove le nuove fognature «sono state costruite come dovevano».
Serfogli ha ammesso che il problema degli Scoli è noto all’amministrazione comunale e che in lettere formali è stato chiesto ad Acque Spa («soggetto competente per la fognature mista») di intervenire con «una pulizia radicale» del canale. Un intervento rispetto al quale il Comune, ha specificato l’assessore ai lavori pubblici, «l’amministrazione comunale si era dichiarata disponibile a concorrere alla spesa», che ammonta almeno a 600.000 euro. Dopo il nubifragio, l’intenzione di Palazzo Gambacorti è dunque quella di pressare Acque, «in modo da arrivare al finanziamento dell’intervento - conclude Serfogli - a breve-medio termine».
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