Il Tirreno

Pisa

i retroscena

Summit e blitz, le mosse dei sindaci ombra

di MARIO NERI

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Dicono che Marco Filippeschi sia congenitamente refrattario agli scazzi. «Potresti lanciargli una bomba a due passi e si scanserebbe - confida uno dei membri della segreteria Dem a Firenze - Politico sopraffino, non ti concede mai l'onore di una menzione se lo attacchi, soprattutto se non ti considera un avversario». Eppure, da giorni sembra che intorno al sindaco volteggi un esercito di gufi, e soprattutto che in molti provino a metterlo in un angolo. Numero uno della manovra a tenaglia l'iperattivo prefetto Attilio Visconti. E se a capo di quest'accerchiamento politico ci fosse solo lui, allora il sindaco potrebbe forse anche continuare a fare lo gnorri, ma ora il gioco si fa duro.

In città è tutto un pullulare di sindaci-ombra, assessori-ombra o ombre di assessori. Da qualche giorno a mostrare una frenesia (para)amministrativa sono in tantissimi. Cinque giorni fa c'è pure stata l'epifania. La contro-giunta si è fatta un “selfie” sotto la Torre manifestando a tutta Pisa la formazione al completo. Visconti è sceso in piazza col comandante dei carabinieri Andrea Brancadoro e il questore Alberto Francini. Passeggiata esplorativa, ammiccamenti di sconcerto e disapprovazione per il “degrado” e qualche commento in serpentese su certe licenze concesse con manica larga e senza visione programmatica.

Tipo: «Guardi là, prefetto, quei furgoni che vendono la porchetta proprio ai piedi di una delle meraviglie della Terra, non sono eccessivi? È questa l’immagine che vogliamo lasciare nei ricordi di chi a Pisa passa per il suo gran tour?». In serata, coup de theatre: blitz anti-abusivi in Largo Cocco Griffi. Fuggi fuggi dei venditori, denunce per favoreggiamento e un bottino magro se non fosse che il bottino vero era soprattutto simbolico. Militari e agenti hanno allungato lo zampino fin sotto il naso dei vigili urbani, che in largo Cocco Griffi hanno un distaccamento. Il messaggio nella bottiglia più o meno era: sveglia, è da maggio che non avete un vero comandante della Municipale, se va avanti così gli abusivi ci mettono le tende.

Ma c’è stato pure di più. Lunedì il prefetto ha convocato d’urgenza un doppio vertice: uno sul cavalcavia a Sant’Ermete, quello per cui per settimane un comitato di cittadini ha protestato con presidi e blocchi stradali pur di ottenere dal Comune una passerella pedonale e qualche lampione per non dover tremare come foglie ogni volta che, attraversandolo, sentono di essere nel Bronx; e siccome i cittadini incazzati hanno accusato Filippeschi per le «bugie e le false promesse», Visconti ha impugnato il frustino e ha detto che, no, «gli impegni presi si rispettano, è un dovere delle istituzioni». Nell’altro summit ha radunato i parlamentari pisani (Gelli, Carrozza, Fontanelli, due probabili candidati sindaci e il nume tutelare della politica cittadina degli ultimi anni) e Filippeschi medesimo. Scuole, alluvioni, abusivi, viabilità: i compiti a casa. Nel comunicato di resoconto, manifestazioni di giubilo per «l’ulteriore tassello alla leale e condivisa collaborazione».

Certo. , certo. Se non fosse che Palazzo Gambacorti non è il Campidoglio e in riva d'Arno non sono mai sbarcati i Buzzi e non c’è un partito alla deriva, l'operazione a tenaglia avrebbe il sapore del commissariamento. Effetto Marino. Ma no, Pisa non è Roma. Non ci sono sciacalli a caccia di poltrone e appalti, qui ci sono al massimo troppi poltroni, la Pisamo che non pulisce i tombini e l’Avr che lascia le cartacce in Corso Italia. Insomma, c’è una città un tempo donna gentil che col tempo s’è lasciata andare ed ora è un po’ trascurata e trasandona. Insomma, si è capito per chi suona la campana. Solo che non è ricreazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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