Il Tirreno

Pisa

Profughi, dal centro si alza una sola voce «Vogliamo lavorare»

di Luciano Bartalini
Profughi, dal centro si alza una sola voce «Vogliamo lavorare»

Oltre 80 gli ospiti al Cottolengo tra musulmani e cristiani Diversi sono stati impegnati in occasione del nubifragio

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SAN GIULIANO TERME. Con i cinque pakistani arrivati nei giorni scorsi salgono a 81 i migranti ospitati nel centro profughi “Cottolengo” di via Che Guevara gestito dalla Croce Rossa.

Sono arrivati intorno alle 16 siedono a un tavolo di fronte a un vassoio che rappresenta il loro primo pasto nella nuova dimora.

«Appena rifocillati fate in modo di sistemarli in una stanza e fateli riposare».

Il suggerimento rivolto ad alcuni collaboratori della Croce Rossa arriva dal dottor Nicola Molea, medico volontario specialista in Medicina Interna, ormai in pensione.

Ci tiene a precisare che tra volontari non ci sono differenziazioni ma si intuisce tutto il potenziale carisma che esercita su tutti. E lui che spesso preleva i profughi trasportati al vicino casello autostradale di Migliarino senza esimersi da spingersi fino a Firenze e Arezzo per il loro trasporto.

Sua anche la preziosa gestione della profilassi medica per colleghi volontari e nuovi arrivati come solitamente sua la gestione delle foto segnalazioni effettuate in questura a Pisa prima dell’arrivo al Centro.

Preziosa anche l’autorità che esercita in modo squisito nella salvaguardia delle regole che disciplinano la vita dei profughi all’interno del Centro.

«È importante far capire loro – precisa il medico- i comportamenti che possono creare disagi o problemi verso gli altri. Sono diversi i gruppi etnici di appartenenze e un primo problema emerge dalla pratica di religioni diverse. Mediamente sono divisi tra cristiani e musulmani e ci stiamo attrezzando per garantire loro due distinti locali di preghiera in modo da non creare conflittualità».

Tutti beneficiano di tre pasti giornalieri, vestiario e una diaria di 2,5 euro al giorno corrisposta ogni decade mensile.

Un badge magnetico personale registra tutto quanto fornito in termini abbigliamento prodotti per l’igiene intima e accessori vari in modo da annullare qualsiasi contestazione sul nascere.

Prevale il criterio del rispetto del “saggio” e proprio i due più anziani sono i leader rispettivamente per il gruppo musulmano e per quello cattolico. Hanno ormai ripulito e bonificato quasi tutta l’area del Centro invasa in undici anni abbandono da rovi e infestazioni di arbusti partecipando anche ad azioni di soccorso per l’emergenza alluvione che ha caratterizzato recentemente l’area di Cisanello e non solo.

Parlano solo francese e inglese e tutti indistintamente chiedono a gran voce “I want to work!”(voglio lavorare!).

«In diversi –precisa Riccardo Pacifico – uno dei volontari della Croce Rossa – hanno già imparato i criteri della raccolta differenziata – e si sono organizzati in modo autonomo nelle pulizie dell’intera area».

Tenerli impegnanti giornalmente non è ovviamente cosa semplice e diverse sono le iniziative in programma.

« Stiamo valutando la possibilità della gestione di un orto che intanto li possa impegnare – precisa il dottor Molea - e a breve partiranno corsi per l’apprendimento della lingua italiana».

Nel frattempo, un campetto sul ghiaino con due porticine e una dama da loro disegnata con pennarelli su una tavola di legno costituiscono due passatempi unitamente all’ascolto di musica tramite auricolari.

«Fa veramente piacere il clima di serenità che regna nella struttura della Cri» scrive sul suo profilo Facebook, il presidente della Croce Rossa provinciale, Antonio Cerrai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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