Il Tirreno

Pisa

Parrucchiera rapinata e presa a calci

Antonella Scorcucchi e il negozio chiuso dopo la rapina
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Antonella Scorcucchi e il negozio chiuso dopo la rapina

Pisa: bandito solitario fa irruzione in un negozio in via Crispi. La donna colpita a una gamba mentre “difende” il telefonino

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PISA. Presa a calci per rubarle un telefonino. Quando il ladruncolo si è visto afferrare il braccio dalla proprietaria del cellulare che stava per essere sfilato la prima reazione del malvivente è stata quella di aggredire la donna per fuggire con il bottino.

È successo intorno alle 12,30 nel negozio della parrucchiera Antonella Scorcucchi, 59 anni, che per le botte prese è stata portata al pronto soccorso da un’ambulanza inviata dal 118. Le sue condizioni non sono gravi, ma per i postumi delle lesioni ieri ha preferito tenere le serrande abbassate del negozio in via Crispi 15.

Quello che era partito come un semplice furto si è trasformato in una rapina impropria nel momento in cui il ladro ha avuto una colluttazione con la sua vittima.

Nel negozio non c’era nessuno, tranne la titolare. L’uomo, dalla descrizione fornita alla polizia i tratti sarebbero quelli di un nordafricano passeggia in via Crispi in un compagnia di una donna che i testimoni riferiscono simile nell’abbigliamento alle rom che chiedono l’elemosina tra l’area del Duomo e piazza Manin. A un certo punto, vedendo che nello spazio interno a vista non ci sono clienti, il ladro entra sperando di colpire in fretta. Nota accanto alla cassa un telefono. Non fa in tempo a prenderlo in mano che Antonella Scorcucchi, nel frattempo arrivata all’ingresso, lo blocca. Gli tiene fermo il braccio e inizia un tira e molla con l’immigrato al termine del quale la parrucchiera soccombe dopo essere stata strattonata e, soprattutto, presa a calci.

Una reazione violenta del bandito che procura alla donna la lesione a una gamba al punto da metterla ko sul pavimento. La fuga è immediata in compagnia della complice con la coppia che viene vista dagli altri commercianti della via. La parrucchiera chiama i soccorsi e con l’ambulanza inviata dal 118 arriva anche una volante della questura. La descrizione del rapinatore e altri elementi raccolti sul posto dagli agenti sono sufficienti per non partire da zero nella caccia al bandito. Nell’ennesimo episodio di microcriminalità non è l’entità della refurtiva a far pensare, quanto la spregiudicatezza dell’autore che non si è fatto problemi ad agire di mattina, in centro, e soprattutto a picchiare la vittima del suo colpo diventata un ostacolo verso il bottino da arraffare per poche centinaia di euro. Un mese fa alcuni nomadi rubarono un cellulare alla fioraia di via Crispi e la scorsa settimana a un uomo che si era fermato in auto davanti al negozio di fiori sfondarono un vetro per rubargli un borsello.

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