Il dolore
«Il soggetto unico della sinistra è ormai un’urgenza»
Francesco Cecchetti, coordinatore provinciale di Sel: basta raggruppamenti elettorali, servono partito e simbolo
PISA. Francesco Cecchetti, classe 1984, da due anni coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà (e quasi 1400 preferenze alle ultime elezioni regionali), dice la sua sul futuro prossimo della sua formazione politica, sulla sinistra ed il Pd.
Cecchetti, Vendola a luglio ha detto che in ottobre nascerà il nuovo soggetto della sinistra italiana: a che punto siamo?
«In realtà per ora siamo solo alle buone intenzioni. Ritengo che la costruzione di questo nuovo partito sia ormai un’urgenza improcrastinabile. C’è un intero popolo che non si sente più coinvolto nella vita politica del Paese e che chiede rappresentanza. Ecco perché abbiamo il dovere di farlo presto e bene. Dobbiamo inoltre evitare come la peste i rassemblement in vista delle elezioni. Facciamo un partito, scegliamo un simbolo e con quello presentiamoci alle elezioni almeno tre volte di fila. E poi, infine, facciamolo con persone nuove. Parto da me: come ho già detto, nel nuovo soggetto farò il militante. Mi auguro che altri, anche sul livello nazionale, faranno altrettanto».
Come vanno i rapporti con le altre forze della sinistra?
«Non vorrei che al solito prevalessero le specificità e le autoreferenzialità dei singoli gruppi. Lo dico anche al mio partito: come la pensiamo su Italicum, Sblocca Italia, Jobs Act e Buona Scuola? Siamo contrari? E allora diamoci da fare per raccogliere le firme per gli importanti referendum proposti da Civati. Le grandi sfide che ci attendono pretendono da noi responsabilità e spirito unitario. Con una precisazione: unità, ma non a tutti i costi. Unità intorno ad un progetto politico chiaro, comprensibile, coerente. Mi sembra ci siano tutte le condizioni, bisogna avere il coraggio di guardare al futuro».
E invece come sono i rapporti con il Pd? In molte realtà della provincia governate insieme e il prossimo anno si andrà al voto: cosa bolle in pentola?
«Sel si è battuta e si batte con coerenza contro le cosiddette riforme proposte dall’attuale maggioranza di governo. Stare all’opposizione a livello nazionale non significa però rinunciare automaticamente alle amministrazioni di centrosinistra che abbiamo costruito sui territori. Dove ci siamo noi la differenza si vede. Cito un caso per tutti, vista l’attualità del tema: l’accoglienza dei richiedenti asilo del Comune di San Giuliano penso sia qualcosa di veramente importante. Sel è sempre stata e resta una forza di governo, ma non a tutti i costi come abbiamo dimostrato al Comune di Pisa».
A proposito, al Comune di Pisa i rapporti a sinistra sono più semplici o più complicati dopo l’uscita di Sel dalla maggioranza?
«In questi mesi si è discusso molto di gruppo unico della Sinistra in consiglio comunale. Sinceramente vorrei iniziare a discutere di come immaginiamo la nostra città nel prossimo futuro e delle proposte da mettere in campo. Il gruppo unico, ad oggi, mi pare molto lontano dal realizzarsi».
E’ stato colto di sorpresa dall’annuncio di Dario Danti di non rinnovare la tessera di Sel o se lo aspettava?
«Mi aveva anticipato la sua scelta. Capisco le sue preoccupazioni e, come credo di aver dimostrato in questa intervista, parte del suo disagio è anche il mio. Ma sono sicuro che si tratti di una separazione momentanea: Dario è stato ed è uno dei più autorevoli protagonisti della sinistra nella nostra città. Ci ritroveremo di sicuro nel nuovo partito che mi auguro presto sapremo costruire, anche con il suo contributo».
Prossime iniziative della sinistra nella nostra provincia?
«Faremo la consueta festa di Sel a Santa Maria a Monte il 18, 19 e 20 settembre. A Pisa faremo con Possibile un dibattito sul futuro della Sinistra, il 23 settembre alle 21, al circolo Arci di Putignano, al quale parteciperanno Sergio Cofferati, Marco Furfaro e Luca Pastorino. Con loro inizieremo a discutere del nuovo soggetto politico. Facciamo sul serio».
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