Il Tirreno

Pisa

Espropri, si allarga il fronte del rifiuto

di Danilo Renzullo
Espropri, si allarga il fronte del rifiuto

Le procedure per il Comune si fanno sempre più problematiche: anche Toscana Aeroporti si oppone all’offerta

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PISA. Si allarga il fronte del no. E le procedure di esproprio delle aree necessarie alla realizzazione del People Mover diventano un grattacapo per il Comune.

Dopo il caso della Cancello Rosso srl, la società che ha rifiutato l'indennizzo di 25 euro a metro quadrato proposto da Palazzo Gambacorti (a fronte di una richiesta di 377) per l'esproprio di un'area di oltre 9.000 metri quadrati di sua proprietà, altri tre soggetti si sono opposti alle somme offerte dal Comune per entrare in possesso dei terreni necessari alla costruzione del sistema di collegamento tra l'aeroporto e la stazione centrale e delle opere connesse.

Ad avviare i contenziosi con l'amministrazione comunale sono stati due privati e una società di cui lo stesso Comune è socio: la Toscana Aeroporti spa, nata dalla fusione tra Sat (l'ex società di gestione dell'aeroporto Galilei) e l'Adf (l'azienda che gestiva lo scalo fiorentino), di cui il Comune detiene circa il 4,5% del capitale sociale. La società non ha ritenuto congrua l'indennità di 41.871,63 euro che Palazzo Gambacorti ha offerto per l'esproprio di un terreno di circa 2.000 metri quadrati e l'occupazione temporanea (per lo svolgimento dei lavori) di un'area di altri 2.000 metri quadrati posta ai lati del vecchio percorso ferroviario che collegava l'aeroporto alla stazione e che oggi è diventato il tracciato del People Mover.

I terreni, in parte adibiti a parcheggio (posizionato all'altezza del vecchio passaggio a livello di via Sant'Agostino), sono stati valutati 15 euro al metro e, in parte, 11 euro «in quanto – spiegano dal Comune – insistono su aree agricole». Toscana Aeroporti ha chiesto di riformulare il valore dei terreni di sua proprietà, ritenendo non adeguata l'offerta del Comune rispetto al valore effettivo delle aree, così come altri due privati che hanno rigettato le stime effettuate da Palazzo Gambacorti.

Il primo ha rifiutato un'indennità complessiva di 41.424,76 euro per l'esproprio di un'area di 130 metri adibita a parcheggio ai margini della vecchia ferrovia e per l'occupazione temporanea di un terreno di 187 metri. Il secondo, una ottantottenne, si è opposto invece alla cifra di 3.149,21 euro proposta da Palazzo Gambacorti per l'esproprio di una piccola porzione - pari a 5 metri quadrati - di un terreno di sua proprietà che si trova all'altezza del vecchio passaggio a livello di via Quarantola e all'occupazione temporanea di altri 82 metri di un'area che ospita un piccolo fabbricato.

Sarà un terna di tecnici a dirimere le controversie. Per ogni caso, sarà infatti necessario nominare tre periti (due di parte e un terzo deciso dal Tribunale), che avranno sessanta giorni per stabilire l'effettivo valore delle aree da espropriare e la somma da corrispondere ai proprietari.

Finirà invece di nuovo davanti al Tar della Toscana il caso della Cancello Rosso srl. La società, proprietaria di un'area di circa 9.000 metri quadrati in via Aurelia Sud adibita a parcheggio, ha rifiutato la cifra proposta dal Comune per l'esproprio dei terreni necessari alla realizzazione di un parcheggio scambiatore a servizio della navetta elettrica che collegherà l'aeroporto alla stazione. Si è poi opposta anche alla perizia di un tecnico nominato dal Tribunale che ha stabilito una cifra di 29 euro al metro come rimborso dell'esproprio, annunciando un ricorso al Tar. Procedimenti (quattro quelli che attualmente gravano sulle procedure di esproprio) che rischiano di protrarsi nel tempo facendo slittare i lavori del People Mover oltre a gravare sul piano finanziario: ammonta infatti a diversi milioni di euro la differenza che intercorre tra le offerte del Comune e le richieste dei proprietari delle aree da espropriare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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