Sicurezza
Tassa sui lavatoi, sale la protesta
A 33 cittadini sangiulianesi è arrivata nuovamente la bolletta
SAN GIULIANO TERME. «Il regolamento provinciale per la gestione del demanio idrico va cambiato, è l’ora di definire una volta per tutte la vicenda sui lavatoi: sono beni che appartengono alla storia di questo Comune, i privati sono gli unici che li mantengono in buone condizioni e non devono essere tassati».
Ad un anno dall’ultima discussione in consiglio comunale, l’Altra San Giuliano attacca la giunta sul tema dei lavatoi, tornato alla ribalta negli ultimi giorni. Ai 33 proprietari dei manufatti che si affacciano sul fosso del Mulino, la Provincia ha nuovamente chiesto il pagamento della tassa di occupazione per un totale di 1.000 euro: questi lavatoi insistono sul fosso e pertanto occupano un’area demaniale. «Una mozione proposta dai Democratici Riformisti, da noi emendata e approvata dal consiglio nell’agosto 2014, impegnava la giunta Di Maio a chiarire la questione affinché non fossero tassati i proprietari delle pile storiche – dice Luca Barbuti, capogruppo di L’altra San Giuliano –. Purtroppo, ad oggi, la questione non è stata ancora risolta e la Provincia, ente di nominati e non eletti, è tornata a fare cassa a discapito dei cittadini».
L’anno scorso il sindaco Sergio Di Maio aveva contattato Giuliano Palagi, all’epoca direttore generale della Provincia: Palagi aveva promesso che tale imposta sarebbe stata eliminata e che avrebbero modificato il regolamento. I cittadini tirarono un sospiro di sollievo e non pagarono a la tanto contestata imposta. Peccato che a un anno di distanza la normativa non è stata modificata come era stato promesso e nuovi bollettini di pagamento sono comparsi nelle cassette della posta di 33 sangiulianesi. I cittadini si rifiutano di pagare e sono sul piede di guerra: alcuni pensano di fare ricorso.
«Questa tassa riguarda chiunque abbia delle “interferenze” sui corsi d’acqua, persino ponticelli o marciapiedi indispensabili per entrare nella propria abitazione. L’impegno a modificare gran parte del regolamento provinciale se l’era già preso l’ex sindaco Paolo Panattoni, su pressione dei comitati cittadini e di forze politiche come la nostra – sottolinea Barbuti –. Nel 2014 il sindaco Di Maio ha bussato alla porta sbagliata, quella del dirigente uscente Palagi, e ha fatto finire nel dimenticatoio l’atto consiliare approvato nell’agosto 2014. Gli impegni vanno mantenuti».
Il gruppo consiliare di opposizione propone di far diventare i 33 lavatoi di proprietà pubblica. «Così potrebbero essere recuperati architettonicamente e valorizzati, in modo da farne un’attrazione culturale, turistica e didattica – dice Barbuti –. Queste pile, in passato, sono state importanti per molte famiglie sangiulianesi e per il loro sostentamento economico. Nelle prossime settimane presenteremo una nostra proposta di modifica del regolamento provinciale».
Sharon Braithwaite
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
