Sicurezza
Nuovo viale Gramsci ma senza sottopasso
Proposta del sindaco Filippeschi per sbloccare il progetto
PISA. «Una risposta ai problemi della stazione può arrivare dalla riqualificazione di viale Gramsci. Ma senza più costruire il sottopasso». La proposta è firmata direttamente dal sindaco Marco Filippeschi. Il progetto del “nuovo” viale Gramsci, con più spazi per iniziative in modo da allontanare degrado e microcriminalità grazie alla forza della società civile, è da tempo nei cassetti di Palazzo Gambacorti. Se finora non è mai uscito con la necessaria concretezza è per due motivi: da una parte le risorse economiche, dall’altra la battaglia contro il sottopasso. E forse proprio quest’ultimo è sembrato il vero ostacolo. Se il sottopasso, come preannuncia il sindaco, sarà stralciato dal progetto, allora tutto può diventare più reale e fattibile.
Il progetto. In cosa consiste il progetto? L’idea base è sostanzialmente nota: una viabilità non laterale come ora, ma centrale al posto delle attuali aiuole; marciapiedi più grandi dove far sviluppare attività ed iniziative, oltre a sottopassi pedonali per collegare viale Gramsci a piazza Vittorio Emanuele II. L’attraversamento sotterraneo era stato pensato per dare continuità al percorso pedonale stazione-Duomo, però da subito era stato visto da residenti e commercianti come un potenziale ulteriore riparo per balordi e sbandati. Come dire: far piovere sul bagnato.
La spesa. E il costo? Intorno ai tre milioni di euro. L’eliminazione del sottopasso abbatterebbe la cifra non di poco. Il progetto per viale Gramsci è nella pianificazione triennale 2015-2017 dell’amministrazione comunale alla voce “Interventi e opere per il miglioramento della viabilità e mobilità cittadina”. Servirà una concreta modifica progettuale e mettere ai primi posti dell’agenda per il nuovo anno il finanziamento necessario. La dichiarazione del sindaco va in questa direzione.
No al sottopasso. Le associazioni dei commercianti avevano anche di recente sollecitato l’intervento del Comune. «Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di riqualificare la stazione, esclusa l’opzione dei sottopassi, ricettacolo di ogni possibile nefandezza», aveva detto Alessandro Trolese, presidente Centro Storico ConfcommercioPisa. «La riqualificazione di viale Gramsci è un intervento fondamentale per cambiare finalmente l’immagine degradata della nostra stazione. E soprattutto un completamento al progetto di asse pedonale che a quel punto collegherebbe appunto la stazione direttamente a Piazza dei Miracoli». Dalla Confesercenti, con il suo direttore Marco Sbrana, il via libera senza alcun tentennamento al progetto che l’associazione di via Ponte a Piglieri aveva sempre sostenuto con l’unica eccezione del sottopasso pedonale. Ancora Sbrana: «Il sottopasso pedonale per collegare piazza Vittorio Emanuele alla galleria Gramsci era per noi il punto negativo. Per questo non possiamo che accogliere con soddisfazione l’annuncio che potrà essere eliminato dall’intervento. Lo consideravamo infatti un’opera che andava nella direzione opposta della riqualificazione; anzi, creava un’ulteriore sacca in cui si potevano annidare balordi e sbandati». «Semmai - insiste Sbrana - sarebbe da valutare, ma comprendiamo bene i problemi economici, un sottopasso per le auto che colleghi via Battisti a via Bonaini. Opera che a quel punto renderebbe davvero unica l’area pedonale da piazza Vittorio alla stazione».
Non solo bar. Ma secondo Confesercenti il progetto del “nuovo” viale Gramsci dovrebbe essere anche l’occasione per rilanciare il tessuto commerciale della stazione. «Un’opera di riqualificazione aiuta sempre - conclude Sbrana - perché contribuisce a far emergere con maggiore evidenza ciò che non va e spinge certi soggetti ad allontanarsi. Spero quindi che il progetto sia incanalato velocemente, aprendo però una discussione su come impostarlo nel dettaglio. Sarebbe opportuno che andasse di pari passo con la definizione di un piano per disciplinare nuove aperture, e trasformare le gallerie in un susseguirsi esclusivo di bar. C’è invece bisogno di una differenziazione commerciale che rilancerebbe ulteriormente l’area».
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