Proteste
Libri di spagnolo inutili: il corso è saltato
Protesta dei genitori alle Toniolo: «Era la lingua che avevamo scelto e il provveditore ci snobba»
PISA. Acquistare i testi scolastici è per tanti un salasso che pesa enormemente sul bilancio familiare. Comprarli e, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, scoprire che non sono più necessari perché quel corso non sarà più attivato, suona anche come una beffa. Accade alla succursale di Barbaricina delle scuole Toniolo, dove i genitori di 25 alunni delle future classi prime preparano la “rivolta dei libri di spagnolo”.
Dopo aver scelto il corso di spagnolo come seconda lingua ed aver acquistato o ordinato i relativi testi, il provveditorato, a sorpresa, non ha assegnato la necessaria cattedra alla scuola, dove, dopo molti anni, le prime classi seguiranno solo un corso di francese.
«Abbiamo scelto quella scuola anche perché offre la possibilità di seguire un corso di spagnolo come seconda lingua», spiega Elena Baronti, presidente del consiglio d’istituto e presidente del comitato dei genitori delle scuole elementari Toti e medie Toniolo succursali. Su 44 iscrizioni totali, 35 avevano richiesto lo spagnolo al punto che, per la formazione delle due classi prime, è stato necessario un sorteggio (secondo le previsioni 25 studenti dovevano seguire il corso di spagnolo, gli altri 19 formare la classe con il corso di francese). Il 30 luglio, un avviso apparso sul sito della scuola invitava i «genitori degli alunni delle classi prime che hanno optato per l’insegnamento della lingua spagnola di attendere il mese di settembre per l’acquisto del libro relativo a tale disciplina».
Molti però avevano già provveduto ad acquistare o ordinare i due testi precedentemente richiesti. Decine e decine di euro spesi inutilmente, oltre a non poter seguire le lezioni scelte.
Nell’organico di fatto, differentemente da quanto previsto dal Pof (piano dell’offerta formativa), la scuola non ha ottenuto la cattedra di spagnolo. Il risultato è che le prime classi seguiranno solo corsi di francese.
Sabato mattina, durante un incontro con i genitori, il dirigente scolastico Andrea Serani ha assicurato di aver fatto il possibile per attivare il corso scelto da genitori e alunni e di aver chiesto un incontro al provveditore per cercare una soluzione, senza però ricevere risposte.
Una delegazione di genitori si è recata all’Ufficio scolastico provinciale per chiedere un incontro urgente con il provveditore con l’obiettivo di trovare una soluzione in extremis a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, ma non è stata ricevuta. Così stanno pensando ad altre iniziative, come un sit-in di protesta.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
