Il dolore
Capuzzi a Visconti «Dai blitz anti-abusivi soldi per i poveri»
La proposta dell'assessora su Facebook: "Con la merce sequestrata facciamo mercatini per il sociale". Ma il prefetto la snobba
PISA. «Caro Prefetto, visto che si sono intensificati i sequestri di merce contraffatta e da vendita abusiva, perché non provare a ridistribuirla a fine sociali?!». Post di metà pomeriggio di Sandra Capuzzi, l’assessore al sociale di Pisa lo catapulta direttamente sulla bacheca di Attilio Visconti, il rappresentante del governo con cui da mesi ingaggia schermaglie continue. Finora il nodo delle divisioni era stato quasi unicamente l’immigrazione e l’emergenza migranti, la pasionaria renziana ora sembra voler ribaltare il pressing con cui da giorni il prefetto, e le forze dell’ordine, tengono alle corde l’amministrazione di Marco Filippeschi.
«Visto che ha fatto un buon lavoro con i blitz anti abusivi - spiega meglio (pungente) Capuzzi - perché non pensare di trarre dalle operazioni un ricavato da destinare ai poveri o alle associazioni. Si potrebbero ad esempio organizzare mercatini, mettere la merce in vendita e destinare il ricavato ad attività o servizi sociali».
Secondo l’assessora, nulla di impossibile: «Ci sono moltissime città che hanno già fatto partire progetti di questo tipo. A Torino, ad esempio. Ma su questo possiamo essere più innovativi degli altri. Certo, non prima di “bonificare” la merce da etichette contraffatte e da pezzi di cattiva qualità. Ma, una volta eseguita la selezione, basterebbe soltanto il via libera del magistrato e una richiesta del prefetto. Non farlo è uno spreco visto che la merce sequestrata va al macero, viene distrutta».
Una provocazione, a cui Visconti però non reagisce. Per tutto il giorno, dal profilo Facebook, il prefetto non dà segni di vita digitale. Niente social. Certo quella di Capuzzi somiglia molto ad una controffensiva. E nemmeno se lo nasconde. «Si è occupato molto di viabilità, di lavori pubblici, di commercio - dice Capuzzi - perché non si occupa un po’ di sicurezza pubblica? Si attribuisce alla amministrazione la responsabilità di una città che in alcuni luoghi esigerebbe maggiore sorveglianza. Ecco, queste sono le cose che gli competono, perché non si occupa di sorveglianza e sicurezza? Ma su alcune cose si può raggiungere un punto di incontro. Sulla questione migranti alla fine una collaborazione proficua l’abbiamo raggiunta, veniamoci incontro anche sul recupero della merce».
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